<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504</id><updated>2011-08-21T04:25:41.675-07:00</updated><title type='text'>Repubblicani Europei</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>24</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-6820413824487022890</id><published>2011-08-21T04:24:00.000-07:00</published><updated>2011-08-21T04:25:41.703-07:00</updated><title type='text'>SE FOSSE CHE ...</title><content type='html'>MONTEMARCIANO 3/2011&lt;br /&gt;Se fosse che …&lt;br /&gt; “l’Italia s’é desta”? così  sembrerebbe dopo i risultati delle elezioni amministrative e dei referendum. Le scelte dei cittadini hanno confermato quanto ormai sia grande la distanza tra le decisioni di questo governo e le loro aspettative. Se a Napoli il neo sindaco De Magistris ha surclassato il candidato della destra che godeva del totale appoggio del Presidente del Consiglio, il vero ed eclatante botto negativo questa maggioranza lo ha avuto a Milano proprio perché come ha scritto Libero, giornale di proprietà Berlusconi, “come ha spesso ripetuto il Cavaliere, questo voto era prima un referendum sul governo e solo poi un test amministrativo”. Berlusconi nella sua Milano cuore del suo immenso potere economico, finanziario e sportivo ha voluto il suo nome come capolista a sostegno della Moratti. Lo stesso giornale ricorda le sue richieste agli elettori “ datemi 53 mila preferenze altrimenti la sinistra mi farà il funerale”. Ne ha ottenute 27 mila, la metà di quelle ricevute nelle amministrative del 2006. Altroché effetto traino! Il personaggio, come suo solito, anche a fronte di un disastro personale non conosce momenti di riflessione critica e quindi addossa ogni responsabilità agli altri definendoli candidati deboli. La sua filosofia è sempre uguale :“ vinco solo io, perdete solo voi”.&lt;br /&gt;I risultati referendari sono stati l’ulteriore conferma che le decisioni di questa maggioranza sono prese per soddisfare solo pochi ed interessati soggetti. Hanno fatto di tutto prima per non farli svolgere, poi per boicottarli ( sperperando circa 400 milioni di euro per non accorparli alle amministrative e sollecitando i cittadini a non andare alle urne per non far raggiungere il quorum). Ancora non soddisfatto il governo Berlusconi ha anche “sbagliato” sul voto degli italiani all’estero. Gli italiani però hanno finalmente deciso di partecipare e le norme sono state abrogate. Naturalmente un governo serio avrebbe dovuto trarne tutte la conseguenze.&lt;br /&gt;Errare è umano perseverare è diabolico. Quindi incurante di tutto quello che era accaduto, pur di salvaguardare il capo, qualcuno aveva camuffato nelle norme della manovra correttiva dei conti pubblici un piccolo comma per impedire l’immediata eseguibilità di una sentenza che condannava il gruppo imprenditoriale del Presidente del Consiglio a risarcire, dopo un processo civile durato 20 anni, il gruppo CIR per la vicenda Mondadori. Solo dopo vibrate proteste ed autorevoli rilievi il comma è stato ritirato. Siccome tutti hanno negato di essere a conoscenza del predetto comma, in primis il diretto beneficiario, viene da pensare che ad inserirlo sia stato un extraterrestre naturalmente di sinistra e magistrato. La verità è che dopo averci descritto per anni un paese che non c è, il castello di bugie di questo governo di destra è miseramente crollato perché la verità è emersa in tutta la sua drammaticità: è stato indispensabile varare una manovra economica correttiva di 80 miliardi di euro( circa 160 mila miliardi di lire !!!) per non portare l’Italia al fallimento. Il costo di questo salasso cadrà naturalmente sulle spalle dei meno abbienti e del cosiddetto ceto medio. Le metteranno le mani in tasca ai cittadini, altroché se le metteranno! Il grande statista che “ tutto il mondo ci invidia”, mentre la borsa crollava, il Cancelliere tedesco ci elargiva consigli e il Presidente Napolitano faceva da tutor ad un governo fantasma è stato il grande assente perché, come molti  hanno ipotizzato, era troppo impegnato a risolvere con  figli ed  avvocati le sue vicende personali (questo già accade dal 1994 quando appena insediato fece subito modificare la legge sul falso in bilancio). In questa situazione a volte cantando o ascoltando “ l’Italia s’è desta” mi sovviene l’immagine del volto di Goffredo Mameli, morto a 22 anni per difendere la Repubblica Romana del 1849, che  accennando un sorriso mi conforta e mi conferma che qualcosa sta cambiando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                         Alessandro D’Alessandro cons. comunale&lt;br /&gt;                                                        &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                               &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-6820413824487022890?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/6820413824487022890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=6820413824487022890' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/6820413824487022890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/6820413824487022890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2011/08/se-fosse-che.html' title='SE FOSSE CHE ...'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-4419637722179865227</id><published>2011-08-21T04:20:00.000-07:00</published><updated>2011-08-21T04:21:45.648-07:00</updated><title type='text'>CONTRO IL TRUCCO</title><content type='html'>MONTEMARCIANO  2/2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; CONTRO IL TRUCCO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 12 e 13 giugno si svolgeranno i referendum e saremo chiamati alle urne per decidere sui quattro quesiti oggetto della consultazione. Il referendum è lo strumento di democrazia diretta con il quale il popolo può esercitare direttamente la propria sovranità sancita dall'.art 1 della Costituzione, articolo che la destra vorrebbe cambiare.&lt;br /&gt;Questo governo ha fatto e farà di tutto per far fallire questi referendum perché teme che i cittadini votando SI smentiscano le sue scelte che sono finalizzate come sempre a favorire poche persone( Presidente del Consiglio e ministri con il legittimo impedimento) o pochi gruppi industriali con la privatizzazione delle acque e la costruzione delle centrali nucleari.&lt;br /&gt;Il ministro Maroni, leghista, che come i suoi sodali inveisce contro gli sprechi del palazzo, dove la Lega si è ben posizionata acquisendo potere e clientele, non ha voluto accorpare referendum ed elezioni amministrative, anche se questo costerà ai cittadini 400 milioni di euro in più, perché non vuole che si raggiunga il quorum necessario alla validità dei referendum cioè il   50% più uno degli aventi diritto&lt;br /&gt;E' proprio un vero governo liberale! La cosa più strana è che questa volontà popolare viene invocata da Berlusconi a sua difesa quando attacca la Magistratura che lo inquisisce per reati non ministeriali, ma poi si tenta in ogni modo, anche con bugie e trucchi di non  farla esplicitare. Per esempio per non far svolgere il referendum sul nucleare prima si sono inventati una moratoria di un anno per riflettere poi, preoccupati dai sondaggi, hanno proposto un emendamento al decreto legge omnibus, inserendo nell'articolo l' “abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari”. In realtà non si tratta di un vero ripensamento sul nucleare visto che nello stesso emendamento si chiarisce che una strategia energetica nazionale verrà definita ad un anno dall'entrata in vigore dal decreto omnibus. Bugie ed ancora bugie.&lt;br /&gt;Il nucleare come ha poi confermato lo stesso Presidente del Consiglio durante la visita del Presidente francese Sarkozy resta nell'agenda governativa. Sul nucleare  riportiamo le ragioni di contrarietà espresse anche da ITALIA NOSTRA. “ Sulla sicurezza parla da sola Fukushima e i numerosi incidenti accaduti nel mondo in questi anni.&lt;br /&gt;Sulla presunta convenienza di questa fonte sono più eloquenti i preventivi al rialzo delle due centrali EPR di Flammaville (Francia) e Olkiluoto (Finlandia), passati da 2,5 miliardi di euro agli attuali 5 miliardi, con ritardi di più di un biennio nella loro realizzazione per gravi inadeguatezze tecniche. Le centrali EPR da 1.600 MW sono giganteschi “bidoni” che non vuole più nessuno: gli Emirati Arabi hanno da poco tempo stracciato un contratto che prevedeva la loro costruzione, mentre fino al 2009 le Agenzie per la sicurezza francese, britannica e finlandese hanno sollevato gravi dubbi sulla loro sbandierata sicurezza intrinseca.&lt;br /&gt;Quanto al problema della scorie radioattive,l'Ispra informa nell'ultimo “Inventario nazionale” che abbiamo ancora in Italia 8omila metri cubi radioattivi da smaltire, da destinarsi a un  Deposito unico nazionale sotterraneo che nessuno vuole.”&lt;br /&gt;Se vogliamo far saltare il governo del trucco, il 12 e 13 giugno dobbiamo non andare al mare come vorrebbero ma recarci alle urne per impedire che la strategia del boicottaggio adottata da questa compagine governativa abbia successo. Se vogliamo che la gestione dell'acqua rimanga pubblica, che le sue tariffe non siano legate ad una pura logica di profitto (l'acqua è un bene essenziale) che la legge sia uguale per tutti (legittimo impedimento) e che non  si riprenda la scelta nucleare dobbiamo votare quattro volte SI.&lt;br /&gt;Ricordiamo che per il business dell'acqua si calcola che nei prossimi 30 anni in questo settore ci saranno oltre 64 miliardi di euro di investimenti e questo fa capire anche il perché costruttori e gestori lo temono.&lt;br /&gt;                                     &lt;br /&gt;                                                                       Alessandro D’Alessandro cons. com.&lt;br /&gt;                                                                       &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-4419637722179865227?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/4419637722179865227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=4419637722179865227' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/4419637722179865227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/4419637722179865227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2011/08/contro-il-trucco.html' title='CONTRO IL TRUCCO'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-5363453496280087248</id><published>2011-08-19T06:47:00.000-07:00</published><updated>2011-08-19T06:49:44.994-07:00</updated><title type='text'>FRATELLI D'ITALIA</title><content type='html'>MONTEMARCIANO 1/2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; FRATELLI D'ITALIA&lt;br /&gt;“ Noi siamo da secoli calpesti,derisi, perchè non siam popolo,perchè siam divisi. Uniscaci un'unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l'ora suonò”. Ecco racchiusa in questa strofa de” Il canto degli Italiani” tutta la passione per realizzare la grande idea politica ed ideale del Risorgimento: dar vita ad un grande Stato Nazionale Unitario, dare un'unica voce al Popolo Italiano e rinnovare profondamente l'Italia. Diverse furono le soluzioni prospettate ma unico l'obiettivo.&lt;br /&gt;Il Risorgimento rappresenta per noi italiani una parte fondamentale della nostra storia perchè più di altri avvenimenti unisce passato ed avvenire e contrariamente a quanti vogliono scientemente minimizzarne il valore riducendolo solo ad avvenimenti esteriori (battaglie, plebisciti ecc) ha espresso un grande sentimento nazionale, popolare, spirituale.&lt;br /&gt;Tutti gli artefici hanno inteso per Risorgimento d'Italia un processo SPIRITUALE, una trasformazione profonda e completa della vita degli italiani, una affermazione di autonomia nazionale ed individuale.&lt;br /&gt;Lo stesso termine Risorgimento esclude un significato puramente statale-territoriale perchè parla di qualcosa che già c'è stata, che ha cessato temporaneamente di essere e che poi torna ad essere. Prima dello Stato unitario italiano esisteva da secoli un POPOLO ITALIANO. &lt;br /&gt;Quando, nel 1860, ormai l'unità italiana si sta orientando verso la scelta monarchica-moderata Mazzini valuta impietosamente questa nuova Italia come una casa senza mobilio e   raccoglie ne “ I Doveri dell'Uomo”una serie di articoli perchè sente l'esigenza di riepilogare il suo messaggio politico repubblicano. Per fare ciò decide di rivolgersi agli operai italiani in cui riconosce il solo elemento rivoluzionario capace di raccogliere tale messaggio e di portarlo avanti.&lt;br /&gt;A 150 anni di distanza, quell'elemento rivoluzionario, da cui dovrebbe scaturire il  cambiamento della società, è rappresentato dai giovani che sono i deboli  dell'Italia di oggi, il proletariato del XXI secolo. L'etica del DOVERE ( quant'è distante questo concetto dall'attuale sensibilità!), è la scelta originale che distingue Mazzini ed in essa risiede la possibilità di un riscatto dall'impoverimento e dalla dittatura dell'effimero.  La rivoluzione francese aveva purtroppo portato nei fatti ad affermare soltanto i diritti di una minoranza senza garantire il benessere del popolo che era  senza mezzi per poterli esercitare. Il DOVERE, invece, è un atto positivo in se' e per se', indica il fare ed il giovare, non il semplice non fare e non nuocere.&lt;br /&gt;Questi sono giorni di grande festa e vedere i cittadini di Montemarciano che hanno partecipato numerosissimi ed emozionati al Consiglio comunale in teatro e alle manifestazioni è stato certamente gratificante. Dobbiamo pero' pensare in modo mazziniano e repubblicano di “ amare la Patria perchè si amano tutte le Patrie” e non confondere l'idea di Nazione con l'idea reazionaria e militaresca di Nazionalismo che per Mazzini è “ una parodia di ciò che il santo nome di nazionalità suona oggi per noi”.&lt;br /&gt;Un pensiero particolare in questi giorni di festeggiamenti ci sentiamo di rivolgere a tre grandi Presidenti della Repubblica: Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano che seppur provenienti da formazioni politiche diverse, hanno saputo con intelligenza, cultura e senso del dovere, nel rispetto della nostra Costituzione, far mantenere la giusta rotta. Non è stato e non è semplice.&lt;br /&gt;Nei festeggiamenti di Montemarciano un ruolo particolarmente importante ha avuto la scuola pubblica. Alunni compiti e gioiosi ed insegnanti si sono attivati con grande impegno e capacità ed hanno dimostrato ancora una volta che è la scuola il vero centro motore per avviare alla conoscenza ed alla formazione della coscienza civile  i cittadini di domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                    Alessandro D'Alessandro&lt;br /&gt;                                                                    consigliere comunale&lt;br /&gt;                                                                www.repubblicanieuropei-montemarciano.it&lt;br /&gt;                            &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-5363453496280087248?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/5363453496280087248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=5363453496280087248' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/5363453496280087248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/5363453496280087248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2011/08/fratelli-ditalia.html' title='FRATELLI D&apos;ITALIA'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-4501551891541116863</id><published>2011-03-18T10:16:00.000-07:00</published><updated>2011-03-18T10:18:05.518-07:00</updated><title type='text'>NOI CREDEVAMO</title><content type='html'>NOI CREDEVAMO&lt;br /&gt;Il Consiglio comunale ha approvato un nostro o.d.g. per la costituzione di un comitato che definisca le iniziative per festeggiare i 150 anni della nostra amata Italia.&lt;br /&gt;Come si legge nel documento proprio per “… riaffermare il PATTO di UNITA’ NAZIONALE che alcune forze politiche stanno pervicacemente tentando di rompere, …( il comitato) dovrà promuovere iniziative finalizzate alla diffusione non oleografica degli avvenimenti del Risorgimento italiano ed alla conoscenza e valorizzazione di fatti e personaggi di Montemarciano come ad es. il nostro concittadino Pacifico Sabbatini junior, fervente repubblicano e mazziniano, che partecipò a tutti i moti dell’indipendenza italiana”.&lt;br /&gt;Nel 1860 la formazione dello stato nazionale unitario fu una tappa necessaria, praticamente senza credibili alternative, per agganciare il treno della moderna civiltà europea.&lt;br /&gt;Se poi nel corso di questi 150 anni inadeguate o sbagliate si sono rivelate alcune delle  vie percorse le responsabilità non sono certamente da ascrivere a Mazzini ed alla sua epoca. Nell’insegnamento di Ugo La Malfa ci siamo sempre impegnati per la realizzazione dell’ “ ALTRA ITALIA”, quella che avrebbe valicato le Alpi per diventare un vero Stato democratico europeo perché …&lt;br /&gt;Noi  credevamo che con la istituzione della Repubblica avremmo avuto uno Stato autenticamente repubblicano&lt;br /&gt;Noi  credevamo che dopo avere unito un’Italia fatta di staterelli  con tanti  morti e fatica e battaglie proprio nessuno avrebbe pensato di ridividerla&lt;br /&gt;Noi  credevamo che l’energia pulita non fosse eliminare splendide colline colorate per  ricoprirle   di orribili pannelli solari di plastica nera&lt;br /&gt;Noi  credevamo che la giustizia fosse  “quasi” sempre uguale per tutti&lt;br /&gt;Noi  credevamo in un progresso economico e culturale dei cittadini&lt;br /&gt;Noi  credevamo di non essere solo consumatori&lt;br /&gt;Noi  credevamo che un televisore acquistato oggi non fosse già vecchio domani&lt;br /&gt;Noi cedevamo che prima o poi i cinepanettoni sarebbero rimasti senza pubblico&lt;br /&gt;Noi  credevamo che l’uguaglianza dei cittadini sarebbe passata anche attraverso la condanna degli autori delle stragi di stato&lt;br /&gt;Noi credevamo  che la democrazia fosse una “cosa” faticosa e seria&lt;br /&gt;Noi credevamo che essere moderati fosse anche un modo di vivere&lt;br /&gt;Noi credevamo che oltre un certo limite anche le persone più accondiscendenti avrebbero detto adesso basta&lt;br /&gt;Noi  credevamo  che come dice la canzone “ fosse gloria e non delitto per i deboli lottar”&lt;br /&gt;Noi  credevamo che anche una persona mediamente dotata una volta eletta in Parlamento  avrebbe sentito il richiamo  ad una morale superiore e al bene comune &lt;br /&gt;Noi  credevamo che prima o poi più nessuno avrebbe detto “gnocca” per dire donna, “frocio” per dire omosessuale maschile, “baluba” per  dire uomo di colore&lt;br /&gt;Noi  credevamo  che Giovanni Falcone, Paolo Borsellino,Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rocco Chinnici, Francesco Coco, Vittorio Occorsio, Cesare Terranova, Giacomo Ciaccio-Montalto, Rosario Angelo Livatino, Antonio Scopelliti sarebbero stati proclamati “Santi” subito&lt;br /&gt;Noi credevamo che anche Ilaria Alpi, Peppino  Impastato,  Mauro De Mauro, Mauro Rostagno,  Carlo Casalegno , Giancarlo Siani, Giovanni Spampinato, Walter Tobagi sarebbero stati proclamati “Santi” subito  &lt;br /&gt;Noi credevamo che i minorenni  dovessero essere lasciati in pace e che anzi fosse  un reato non farlo&lt;br /&gt;Noi credevamo che non ci sarebbe mai capitato di sentire dalla bocca di un capo di governo di una nazione splendida e culla di una cultura antica come la nostra : “signorina lei vorrebbe trovare un lavoro ma non ci riesce? non si preoccupi  è carina può sempre sposare uno ricco come mio figlio” &lt;br /&gt;Noi credevamo che il termine “compravendita di parlamentari”appartenesse al filone dei film di Totò&lt;br /&gt;Noi credevamo alla Giustizia Sociale&lt;br /&gt;Noi credevamo di essere più svegli.&lt;br /&gt;                                                                       Alessandro D’Alessandro Sez. Ugo La Malfa&lt;br /&gt;                                                                        www.repubblicanieuropei-montemarciano.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-4501551891541116863?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/4501551891541116863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=4501551891541116863' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/4501551891541116863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/4501551891541116863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2011/03/noi-credevamo.html' title='NOI CREDEVAMO'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-6335919101682435462</id><published>2010-07-31T07:40:00.000-07:00</published><updated>2010-07-31T07:43:27.031-07:00</updated><title type='text'>RIFORMA UNIVERSITA'</title><content type='html'>COMUNICATO STAMPA &lt;br /&gt;28/07/2010 &lt;br /&gt;SBARBATI A GELMINI QUESTA È UNA RIFORMA SOLO SULLA CARTA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervenedo in aula sul disegno di legge di riforma dell'università l'on. Sbarbati ha illustrato l'emendamento sull'abolizione del valore legale del titolo di studio presentato dai senatori D'Alia, Bianchi, Sbarbati e Poli Bortone e ha dichiarato: "se questo disegno di legge, che pur contiene innovazioni interessanti, intende operare un'inversione ad U rispetto alla politica dell'università di massa portata avanti da vari governi di destrae di sinistra, il suo sbocco naturale, dopo aver incentrato tutto su merito, efficienza e qualità, non poteva che essere l'abolizione del valore legale del titolo di studio. Se così non è, caro ministro, lei non ha nè coraggio, né la forza politica per portare avanti questo disegno che resta dimezzato". Inoltre ha concluso Sbarbati è squalificante che il governo continui a giocare su due tavoli: da una parte quello della riforma, dall'altra quello del possibile finanziamento della riforma che non si sa dove e quando avverrà.&lt;br /&gt;E' una patente violazione della Costituzione e dimostra ancora una volta la non volontà di rimettere in piedi la nostra università che è arrivata ai livelli più bassi della scala di merito europea a differenza di quanto è avvenuto in Francia e in Germania dove i fondi per la cultura o non sono stati toccati o sono stati incrementati&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-6335919101682435462?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/6335919101682435462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=6335919101682435462' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/6335919101682435462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/6335919101682435462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2010/07/riforma-universita.html' title='RIFORMA UNIVERSITA&apos;'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-1932840095092725868</id><published>2010-07-06T02:25:00.000-07:00</published><updated>2010-07-06T02:28:37.945-07:00</updated><title type='text'>dimissioni</title><content type='html'>Brancher: "Mi dimetto, basta strumentalizzazioni". Il premier Berlusconi: "Ho condiviso la decisione"&lt;br /&gt;Aldo Brancher ha annunciato nell'aula del tribunale di Milano le proprie dimissioni da ministro. Brancher ha anche rinunciato al legittimo impedimento nell'ambito del processo per la tentata scalata alla Antonveneta. Il procedimento continuerà però a porte chiuse. Dopo le dichiarazioni dell'esponente dell'esecutivo è stata diffusa una nota di Silvio Berlusconi: "Ho condiviso con Aldo Brancher la decisione di dimettersi da Ministro", afferma il premier. "Conosco e apprezzo ormai da molti anni l'on. Brancher- prosegue- e so con quanta passione e capacità avrebbe potuto ricoprire il ruolo che gli era stato affidato. La volontà di evitare il trascinarsi di polemiche ingiuste e strumentali dimostra ancora una volta la sua volontà di operare esclusivamente per il bene del Paese e non già per interessi personali. Sono certo che superato questo momento l'on. Brancher potrà, come sempre, offrire il suo fattivo contributo all'operato del Governo e alla coalizione".&lt;br /&gt;Il processo prosegue a porte chiuse - Dopo la richiesta di essere giudicato con rito abbreviato, il presidente della quinta sezione del tribunale ha fatto uscire i numerosi giornalisti che erano in aula per proseguire con l'udienza. Il processo a questo punto verrà celebrato allo stato degli atti, cioé in base alle carte del fascicolo processuale, e proseguirà il 28 luglio, data in cui potrebbe arrivare già la sentenza. E' stata invece stralciata la posizione della moglie di Brancher, Luana Maniezzo, fino ad oggi contumace che verrà giudicata con il rito ordinario. Brancher è poi uscito dall'aula da un ingresso secondario sfuggendo così ai molti giornalisti che lo attendevano. Era accompagnato da due uomini che hanno detto di essere suoi vecchi amici.&lt;br /&gt;L'ex ministro, in tribunale a Milano, ha detto di essersi presentato in aula per difendere la sua innocenza e ha spiegato ai giudici di aver fatto una scelta "prima di tutto nel rispetto dalla mia famiglia e anche perché finiscano le strumentalizzazioni e le speculazioni". E' questo un passaggio delle dichiarazioni spontanee rese davanti al giudice della quinta sezione penale, Anna Maria Gatto, dell'ormai ex ministro Brancher che alla ripresa del processo per il tentativo della scalata ad Antonveneta, in cui è imputato insieme alla moglie, ha anche preannunciato le sue dimissioni da ministro.&lt;br /&gt;Brancher nel comunicare di aver rinunciato al legittimo impedimento ha detto: "pensavo di dover privilegiare per un breve periodo gli obblighi verso il mio Paese ma siccome questa scelta è stata indebitamente strumentalizzata ho fatto diverse scelte: prima di tutto nel rispetto della mia famiglia e poi anche perché finiscano le strumentalizzazioni e speculazioni". Poi ha confermato la rinuncia al legittimo impedimento già annunciata dai suoi legali, le dimissioni da ministro e la scelta del rito abbreviato incondizionato.&lt;br /&gt;In questo modo sono state confermate le voci che si erano diffuse in questi giorni sulle imminenti dimissioni del neoministro. Dimissioni maturate a seguito di un incontro chiarificatore con il premier Berlusconi. Il sacrificio di Brancher sarebbe il primo atto di un riordino del Pdl di cui Berlusconi aveva parlato la scorsa settimana.&lt;br /&gt;Come si ricorderà Brancher, una volta vestiti i panni di ministro, aveva presentato istanza di legittimo impedimento al processo di Milano sull’Antonveneta, suscitando innumerevoli polemiche. Dura era stata anche la nota del Presidente Napolitano, che aveva sottolineato come il neoministro “non ha legittimi impedimenti perché un ministero senza portafoglio non ha nulla da organizzare”. Giallo, poi, sulle deleghe 5: mai pubblicate in gazzetta ufficiale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;05 luglio 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-1932840095092725868?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/1932840095092725868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=1932840095092725868' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/1932840095092725868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/1932840095092725868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2010/07/dimissioni.html' title='dimissioni'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-2742443258659465993</id><published>2010-05-20T14:23:00.000-07:00</published><updated>2010-05-20T14:24:12.138-07:00</updated><title type='text'>ddl intercettazioni</title><content type='html'>Ddl intercettazioni: via l'emendamento che raddoppia le pene ai giornalisti. Sky annuncia ricorso alla Corte Ue&lt;br /&gt;Passo indietro del Pdl sulle pene previste dal ddl intercettazioni: "Vengo da una riunione con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e Niccolò Ghedini nella quale, ovviamente con l'accordo del presidente Berlusconi si è deciso di ritirare l'emendamento 1.2008 del relatore che prevede un raddoppio delle pene per i giornalisti che pubblicano arbitrariamente atti di un procedimento penale". Lo ha detto il relatore del provvedimento sulle intercettazioni, Roberto Centaro, confermando a Sky Tg24 l'orientamento emerso nella giornata di ieri in commissione. Lunedì riprenderà il dibattito sul ddl in commissione al Senato.&lt;br /&gt;Via il raddoppio della pena - Dopo la minaccia di uno sciopero dei giornalisti e le annunciate proteste del popolo della Rete e di varie associazioni di consumatori, la giornata politica odierna registra la retromarcia del governo e della maggioranza su uno degli emendamenti più contestati. . Si tratta di una modifica al testo del ddl che, rispetto a quello varato dalla Camera, prevedeva per i giornalisti in caso di pubblicazione di atti vietati l'arresto fino a due mesi o il pagamento di un'ammenda dai 2.000 ai 10.000 euro. Qualora fossero pubblicate delle intercettazioni, la condanna prevista era sempre l'arresto fino a due mesi, ma con l'aggiunta di una ammenda dai 4.000 ai 20.000 euro. Stesse pene anche per chi pubblicava la foto o il nome del magistrato titolare del procedimento.&lt;br /&gt;Casson (Pd): rimane l’arresto - "Se verrà confermata questa indicazione si può parlare di un primo passo importante che pero non risolve il problema" perché ad esempio, la sanzione dell'arresto rimane e spero che maggioranza e governo condividano la necessità di eliminarla". Il vicepresidente dei senatori del Pd, Felice Casson, ospite di Sky Tg24 pomeriggio, commenta l'annuncio del relatore Roberto Centaro (Pdl), anche lui ospite del programma, della volontà di ritirare l'emendamento che introduce sanzioni contro i giornalisti nel ddl intercettazioni.&lt;br /&gt;De Magistris: resta solo la piazza pacifica - "L'unica posizione di buon senso in merito al ddl intercettazioni è quella che ne chiede la soppressione. Qualsiasi miglioramento, effettivo o presunto, non servirà a rendere questo provvedimento meno funesto per la lotta alla criminalità oltre che per l'informazione". Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato IdV spiegando che "se per fermare il Governo non bastano l'opposizione politica e gli appelli della magistratura e del mondo della comunicazione, allora l'unica possibilità è che la società civile scenda pacificamente in piazza, come farà domani davanti a Montecitorio, per ostacolare la deriva criminogena di questo carrozzone che siede a Palazzo Chigi e che, con sfrontatezza, qualcuno ancora osa considerare un esecutivo democratico".&lt;br /&gt;Sky: "Ricorreremo a tutte le autorità Ue" - Sky Italia chiederà un intervento a tutte le Autorità internazionali competenti, anche ricorrendo presso la Corte europea dei diritti dell'Uomo contro il disegno di legge sulle intercettazioni che "accoglie con grande preoccupazione". Per Sky queste norme "rappresentano un grave attacco alla libertà di stampa e di espressione, ma soprattutto costituirebbero una grande anomalia a livello europeo".&lt;br /&gt;No al bavaglio: il popolo Rete torna in piazza - L’idea di un mese di galera anziché due non piace a chi ha sempre contestato l’essenza censoria della norma. No “alla riforma delle intercettazioni che mette il bavaglio alla stampa e le manette alla magistratura licenziata dalla Commissione Giustizia del Senato''. Il “popolo delle rete” torna in piazza con sit-in e speakers corner contro le nuove norme sulle intercettazioni, all'esame del Senato. L'appuntamento è per venderdì dalle 14 davanti a Montecitorio: "I cittadini italiani non vogliono la censura che scaturirebbe da questa norma. Parmalat, i fatti di Genova e tante altre inchieste esplose in questi anni sarebbero passate senza nessuna informazione se il ddl intercettazioni fosse già stato in vigore", denunciano gli organizzatori "Ma soprattutto per noi - popolo della rete - con le nuove norme verrebbe di fatto impedito di diffondere le libere informazioni come facciamo da quando abbiamo scoperto che il web é anche uno spazio di libera circolazione delle notizie".&lt;br /&gt;Le firme all’appello - All'appello contro la "legge bavaglio" sulle intercettazioni hanno già aderito quasi 120.000 persone, gruppi, sindacati e associazioni e hanno dato il loro sostegno i costituzionalisti Valerio Onida, Gaetano Azzariti, Lorenza Carlassare, Mario Dogliani, i giornalisti Marco Travaglio, Peter Gomez, editori come Giuseppe Laterza e Lorenzo Fazio di Chiarelettere, le associazioni Articolo 21, Free Hardware Foundation, Il Popolo Viola, Valigia Blu, Festival Internazionale del Giornalismo, i sindacati Usigrai, Unione degli Studenti, e poi Current Tv, Wikimedia Italia, Boicotta il Biscione e tantissimi altri.&lt;br /&gt;"Sfiducia nella magistratura" - "Il ddl sulle intercettazioni è una limitazione pesantissima che rivela tutta la sfiducia nell'operato della magistratura". Lo sostiene Rita Sanlorenzo, segretario di Magistratura Democratica, la corrente di sinistra delle toghe. Sanlorenzo fa notare che "dubbi di costituzionalità sul provvedimento sono stati sollevati da giuristi autorevoli e osservatori attenti ed imparziali". E si dice convinta che "il capo dello Stato saprà far tesoro di queste osservazioni. Però sarebbe bene - aggiunge - che anche chi promulga prestasse attenzione a questi rilievi, perché così si delegittima la funzione legislativa". La leader di Md sottolinea che le intercettazioni sono "uno strumento irrinunciabile" per la magistratura: "limitiamolo diversamente - è il suo auspicio - ma non ponendolo al di fuori dell'agibilità di chi vuole accertare la verità". Il giudizio è negativo anche sulle norme che colpiscono l'informazione&lt;br /&gt;20 maggio 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-2742443258659465993?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/2742443258659465993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=2742443258659465993' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/2742443258659465993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/2742443258659465993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2010/05/ddl-intercettazioni.html' title='ddl intercettazioni'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-8519266854865906209</id><published>2010-05-19T05:45:00.000-07:00</published><updated>2010-05-19T05:47:22.828-07:00</updated><title type='text'>Mazzini vs Craxi</title><content type='html'>Craxi al posto di Mazzini&lt;br /&gt;Il re degli artisti provocatori e burloni ha colpito ancora. Lo scultore famoso per le sue provocazioni è riuscito oltre-misura nell’intento che si era prefisso: sfidare, far dibattere, far parlare di sé, creare un evento.&lt;br /&gt;La provocazione è riuscita oltremisura perché sostituire il Mazzini di Carrara ha significati che su-perano l’aspetto artistico e intaccano l’essenza della storia di Carrara, quella recente e quella meno recente.&lt;br /&gt;Nel ‘900 per 32 anni Carrara ha avuto sindaci repubblicani. I motti “anarchici” del 1894 vedono il 90% degli arrestati dichiararsi repubblicani. La “Giovine Italia” e lo spirito repubblicano erano già ben presente da noi prima dell’avvento del regno d’Italia. Nella storia di ogni famiglia di Carrara qualche figura di riferimento repubblicana è sempre presente. &lt;br /&gt;Detto questo quindi Maurizio Cattelan chissà come si compiace del putiferio che ha scatenato, ma Carrara non può rinunciare alla propria storia solo per fare ancora più grande la fama di un artista. Oltretutto la provocazione dimentica completamente il territorio in cui si inserisce la sua opera. Chi dovesse venire a Carrara e vede la statua di Craxi se non ha seguito la polemica e se non conosce Carrara come fa a cogliere la provocazione. L’unica strada che l’Amministrazione comunale può percorrere per non incappare in una sollevazione popolare e sicuramente di tutti repubblicani di Carrara è di chiedere all’artista di ricollocare la sua opera. Da parte nostra, e in questo abbiamo già colto l’adesione dell’IdV, durante tutta la Biennale, nel festeggiare i 150 anni dell’Unità di Italia, proporremo una serie di dibattiti con la cittadinanza dai quali emerga lo sproposito dell’accostamento tra le due figure diametralmente opposte, soprattutto per il loro stile di vita e per il ruolo che hanno avuto nel nostro Paese. Mazzini ha posto le basi sin dal 1849 dell’impianto costi-tuzionale e repubblicano dell’Italia; quelle basi che la politica del malaffare legata a Craxi e al cra-xismo ha iniziato a destrutturare. Mazzini ha basato la sua vita e il suo impegno politico su valori fondamentali ai quali non è mai venuto meno; Craxi, partendo da valori in parte giusti, ha poi svuo-tato nei contenuti e nelle applicazioni pratiche quegli stessi valori. Mazzini, l’ideatore dell’unità d’Italia, d’Europa, del mondo, è sempre stato fermo e convinto sostenitore della Nazione “unica e indivisibile”; Craxi portando lo Stato alla sua crisi amministrativa e morale ha posto le premesse per la nascita di movimenti separatisti e localisti e sempre più disinteressati ai valori fondanti “il luogo dove nessun cittadino possa sentirsi straniero, la Patria”. Il pensiero mazziniano è tuttora attuale, studiato e insegnato all’estero più che in Italia. Il Craxismo rappresenta una esperienza completa-mente fallimentare e tipicamente italiana.&lt;br /&gt;O l’Amministrazione di Carrara saprà dare risposta alla  mancata sensibilità, o i Repubblicani Euro-pei, loro malgrado saranno costretti a prendere conseguenti decisioni.&lt;br /&gt;Giorgio Giorgi&lt;br /&gt;Segretario Toscano MRE&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-8519266854865906209?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/8519266854865906209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=8519266854865906209' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/8519266854865906209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/8519266854865906209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2010/05/mazzini-vs-craxi.html' title='Mazzini vs Craxi'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-115539272451717160</id><published>2010-05-04T01:35:00.001-07:00</published><updated>2010-05-04T01:37:04.841-07:00</updated><title type='text'>DICHIARAZIONE  sen. L. SBARBATI</title><content type='html'>SBARBATI (MRE) ESCE DAL GRUPPO DEL PD E ADERISCE AL misto UDC, SVP, IO SUD E AUTONOMIE  NON PER ENTRARE COME ERRONEAMENTE SCRITTO DA QUALCHE GIORNALE E SUPERFICIALMENTE DICHIARATO DA ALCUNI ESPONENTI POLITICI, NELL'UDC, MA PER PER RECUPERARE LA SUA SOGGETTIVITA' POLITICA E LAVORARE PER LA DIFESA DELLA LIBERALDEMOCRAZIA E LA RICOMPOSIZIONE DELLA DIASPORA REPUBBLICANA, IN UN GRUPPO COMPOSITO QUAL E' QUELLO SOPRA CITATO E CHE FRA BREVE SI CHIAMERA' UDC, SVP, IO SUD, AUTONOMIE E MRE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor Presidente, Onorevoli Colleghi, &lt;br /&gt;dopo una lunga riflessione - e un travaglio politico e personale - ho deciso di lasciare il gruppo del Partito Democratico e di iscrivermi al gruppo UDC, SVP, Io SUD, Autonomie. Questa mia decisione è stata condivisa e supportata all'unanimità dagli organi del Movimento Repubblicani Europei che ho qui l'onore di rappresentare.&lt;br /&gt;La scelta del gruppo UDC, SVP, Io SUD, Autonomie non modifica la mia collocazione di schieramento, che è di ferma opposizione nei confronti di questo Governo, ma intende privilegiare - come è nella tradizione dei Repubblicani - le questioni di contenuto, e quindi valutare autonomamente nel merito e nei fatti concreti quale debba essere il giudizio sui provvedimenti che il Senato sarà chiamato a discutere.&lt;br /&gt;La decisione di lasciare il gruppo del Partito Democratico viene da lontano. Nel corso di questi anni è apparso sempre più chiaro che il PD che ha voluto escludere dall'atto fondativo la componente laica repubblicana, si è risolto nell'incontro di vertice tra un'area del mondo cattolico e la vecchia tradizione marxista.&lt;br /&gt;La tenaglia tra ex DS ed ex DL esclude proprio quelle culture e quella visone politica che si riassumono nella democrazia liberale e che sono alla base delle moderne società occidentali. In queste condizioni, e dopo tante e sofferte battaglie, ho deciso di riprendere l'autonomia dell'MRE per continuare l'impegno per la democrazia e la difesa dei suoi valori fondanti che oggi sono in pericolo.&lt;br /&gt;Ma c'è anche un'altra ragione che mi spinge in questa direzione. Il sistema bipolare (divenuto bipartitico di fatto), così come è stato costruito in Italia, produce solo guasti sistemici; e una endemica inadeguatezza della politica nella sua esigenza di fondo, che è quella di confrontarsi con i problemi del Paese. Sono in molti, nell'uno come nell'altro schieramento, che ne vanno prendendo atto. E allora è venuto il momento di superare questa visione miope e costrittiva della vita politica, di tornare a guardare e a collegarsi con le grandi famiglie politiche della tradizione europea; di ridare identità e ruoli definiti ai partiti che cercano il consenso e si candidano a governare forti di cultura e tradizione democratica.&lt;br /&gt;E' in quest'ottica che continuerò il mio impegno di parlamentare e di dirigente politico. Dal gruppo UDC, SVP, Io SUD, Autonomie darò il mio contributo per costruire e rafforzare una delle grandi famiglie europee, nella quale da sempre mi riconosco, la famiglia della liberaldemocrazia. Il bipolarismo all'italiana ne ha mortificato la presenza, nel centrodestra come nel centrosinistra. Superare lo schema bipolare significa anche creare le condizioni per il superamento del bipartitismo, perché la democrazia liberale possa tornare ad occupare il suo spazio, a vivere ed esistere in autonomia, a lavorare per modernizzare il Paese. E' l'obiettivo per cui lavorerò e noi repubblicani lavoreremo in una presto ritrovata unità repubblicana.&lt;br /&gt;Sen. Luciana Sbarbati&lt;br /&gt;Roma, 28 aprile 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-115539272451717160?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/115539272451717160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=115539272451717160' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/115539272451717160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/115539272451717160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2010/05/dichiarazione-sen-l-sbarbati.html' title='DICHIARAZIONE  sen. L. SBARBATI'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-7478925212834648178</id><published>2010-03-22T10:21:00.000-07:00</published><updated>2010-03-22T10:22:20.042-07:00</updated><title type='text'>La Bolla Berlusconi</title><content type='html'>• Il Times on line contro il premier: "La bolla Berlusconi sta per scoppiare"&lt;br /&gt; "La bolla Berlusconi sta per scoppiare". E' il titolo del lungo commento firmato dall'ex direttore dell'Economist Bill Emmott, che il Times online dedica, in prima pagina, alla situazione politica italiana, affiancato, nella sezione dedicata agli esteri, da un articolo di cronaca sulle elezioni regionali. Emmott ricorda gli scandali dei quali per mesi si sono occupati i giornali, racconti, dice, di "corruzione, sesso, collusione con la mafia, intercettazioni telefoniche", alcuni dei quali hanno coinvolto direttamente Berlusconi che inizialmente ha reagito dicendosi "scioccato" e poi ha fatto ricorso alla "vecchia tattica di fare la vittima", accusando la magistratura di essere comunista. Sabato poi in piazza ha gridato "all you need is love", sperando forse, scrive ancora Emmott con un gioco di parole sul nome dell'ex Beatles, "di avere man forte da Lennon contro i leninisti".&lt;br /&gt;"Una bella opera buffa" - Si può tentare, prosegue l'analista, "di fare come molti italiani che alzano le spalle e dicono che non si può fare nulla" o anche di sostenere che Berlusconi "é il riflesso di ciò che molti italiani vorrebbero essere - ricco, allegro, forte, in grado di portare a letto tutte le starlette che vuole e evitare ogni legge che non gli piace - e dunque resterà sempre popolare. Ma ci sono segnali che l'opera buffa potrebbe essere sul punto di giungere ad un culmine grave".&lt;br /&gt;E indica due finali possibili - Due le ipotesi, che il partito che sostiene il premier si possa dividere e il governo cadere tre anni prima della scadenza, oppure che Berlusconi riesca ad "usare il suo appeal demagogico e il controllo mediatico per sopravvivere e lanciare un nuovo attacco alle istituzioni, che considera nemiche e ostacoli al suo potere: la Corte Costituzionale, il potere giudiziario e la presidenza". Per Emmott Berlusconi "si fa paladino della libertà", ma quella "sua personale". E anche per questo i suoi alleati politici, da Fini a Bossi, "gli staranno al fianco soltanto fin quando conserverà il potere".&lt;br /&gt;22 marzo 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-7478925212834648178?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/7478925212834648178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=7478925212834648178' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/7478925212834648178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/7478925212834648178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2010/03/la-bolla-berlusconi.html' title='La Bolla Berlusconi'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-1137274516049124268</id><published>2010-03-10T07:29:00.000-08:00</published><updated>2010-03-10T07:33:01.025-08:00</updated><title type='text'>POLITICA</title><content type='html'>Politica &lt;br /&gt;Scontro Berlusconi-La Russa con un giornalista contestatore. Il reporter: denuncio il ministro&lt;br /&gt;Duro scontro, che diventa anche fisico, tra un sedicente giornalista freelance, da un lato, e Silvio Berlusconi e Ignazio La Russa, dall'altro. Durante la conferenza stampa del premier nella sede del partito, Rocco Carlo Magno (questo il nome del freelance) chiede di porre delle domande. Ma il microfono non gli viene consegnato e allora prova direttamente alzando la voce. Berlusconi replica infastidito: "Lei è un maleducato, aspetti il suo turno".&lt;br /&gt;Lo scontro con La Russa - Ma il più determinato è Ignazio La Russa, presente nella sala stampa. Il ministro della Difesa si va a sedere accanto a Carlo Magno, gli intima di tacere, e alla fine lo prende per il bavero provando a trascinarlo con sè, sotto gli occhi delle telecamere che riprendono l'intera scena. A questo punto l'uomo ha iniziato ad accusare il premier e il governo, mentre Berlusconi lasciava la sala, visibilmente irritato. All'uscita, il 'disturbatore' è stato preso di mira dai militanti del Pdl, che manifestavano fuori dal palazzo, diventando l'ultima 'attrazione' di telecamere e giornalisti.&lt;br /&gt;Il giornalista: denuncerò La Russa - "Mi chiamo Rocco Carlomagno e querelerò il ministro Ignazio La Russa per aggressione perché la libertà di stampa si difende anche così". Lo ha detto il giornalista freelance, come lui stesso si è definito, quando finita la conferenza stampa del premier Silvio Berlusconi è stato portato all'esterno della sede del pdl in via dell'Umiltà dalla security del Pdl. Rispondendo a chi gli chiedeva cosa fosse successo ha spiegato: "Quando La Russa si è accorto che volevo fare domande diverse da quelle preconfezionate fatte fino a quel momento ha cercato di chiudermi la bocca, èvenuto subito a sedersi vicino a me per impedirmi di parlare e ha alzato le mani su di me"&lt;br /&gt;10 marzo 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-1137274516049124268?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/1137274516049124268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=1137274516049124268' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/1137274516049124268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/1137274516049124268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2010/03/politica_10.html' title='POLITICA'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-2756169572151350665</id><published>2010-03-09T03:27:00.000-08:00</published><updated>2010-03-09T03:28:38.202-08:00</updated><title type='text'>POLITICA</title><content type='html'>Politica &lt;br /&gt;Regionali: Ciampi: "Assistiamo al massacro delle istituzioni"&lt;br /&gt;Il decreto salva-liste "é solo l'ultimo aberrante episodio di torsione del nostro sistema democratico", in cui si assiste ad "un massacro delle istituzioni". Sono le parole dell'ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi che commenta la situazione incandescente derivata dalla bocciatura del Tar del Lazio al decreto del governo.&lt;br /&gt;"E' la conferma che con quel decreto - sottolinea Ciampi - il governo fa ciò che la Costituzione gli vieta, cioè interviene su una materia di competenza delle Regioni". Al punto in cui si è arrivati, secondo Ciampi, occorre difendere il Presidente della Repubblica e non "sparare sul quartier generale", anzi, sarebbe meglio "adoperarsi per proteggere ancora di più la massima istituzione del Paese".&lt;br /&gt;Quanto alle elezioni, per l'ex Capo di Stato, sarebbe stato opportuno un rinvio, "ma per far questo - aggiunge - sarebbe stata necessaria una volontà politica che nella maggioranza è mancata". In primo luogo, per il senatore Ciampi, il governo avrebbe dovuto "riconoscere pubblicamente di avere commesso un grave errore, "chiedendo scusa agli elettori e agli eletti".&lt;br /&gt;Poi, Ciampi ricorda che nel suo settennato ci sono state prove di forza con il premier Berlusconi. "E' successo con la legge Gasparri per le tv, che bocciai e anche con la riforma dell'ordinamento giudiziario. Materie assai scomode e spinose, cui il premier era molto interessato". Ciampi spiega di non aver sempre fatto bene, "perché tutti si sbaglia" ma non ha "mai mollato - aggiunge riferendosi al motto dei fratelli Rosselli - rispetto a ciò che mi dettavano la Costituzione e la mia coscienza". &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;09 marzo 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-2756169572151350665?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/2756169572151350665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=2756169572151350665' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/2756169572151350665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/2756169572151350665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2010/03/politica_09.html' title='POLITICA'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-5558636283144890136</id><published>2010-03-06T07:23:00.000-08:00</published><updated>2010-03-06T07:24:44.327-08:00</updated><title type='text'>CONTRO DECRETO SALVALISTE</title><content type='html'>Dl salvaliste, Sabato 13 Pd in piazza con tutto centrosinistra&lt;br /&gt;Roma, 6 mar. (Apcom) - Il Pd e il centrosinistra scendono in piazza, già oggi pomeriggio si terranno delle manifestazioni a Roma e a Milano e sabato prossimo nella capitale si terrà una iniziativa nazionale. I democratici, in una nota, spiegano: "Il decreto è un vero e proprio condono, un provvedimento che serve solo a occultare gli errori e le divisioni, a sanare il vero e proprio pasticcio combinato da una destra che pensa di vincere calpestando le regole. Contro il decreto il Pd e l'intero centrosinistra moltiplicheranno le iniziative elettorali per questo fine settimana". &lt;br /&gt;"Le forze del centrosinistra - continua il comunicato - danno appuntamento oggi a Roma, alle 16,30 al Pantheon, a Milano, alle 17 in via Dante, e in altre città italiane e promuovono una manifestazione nazionale a Roma, che si svolgerà sabato prossimo nel pomeriggio. Contro la destra dei sotterfugi e degli imbrogli la parola d'ordine sarà: per vincere, sì alle regole, no ai trucchi".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-5558636283144890136?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/5558636283144890136/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=5558636283144890136' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/5558636283144890136'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/5558636283144890136'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2010/03/contro-decreto-salvaliste.html' title='CONTRO DECRETO SALVALISTE'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-5462681196586408700</id><published>2010-03-03T10:25:00.000-08:00</published><updated>2010-03-03T10:26:19.711-08:00</updated><title type='text'>POLITICA</title><content type='html'>Politica &lt;br /&gt;Il giallo dell'editoriale fantasma sul Corriere. De Bortoli ribadisce: il rinvio era stato concordato&lt;br /&gt;Resta un mistero la "sparizione" del duro editoriale apparso sul Corriere della Sera di martedì e firmato da Ernesto Galli della Loggia. Lunedì sera era apparso in pagina con il titolo "Il fantasma di un partito", ma all’ultimo momento e senza un'apparente ragione è sparito per far spazio ad un altro editoriale, di Sergio Rizzo, sul disegno di legge anti- corruzione approvato dal governo. Peccato che lo stop deciso dal direttore sia arrivato troppo tardi per fermare la stampa di 17mila copie destinate alle capitali europee e per evitare che apparisse nell'edizione online del Corriere. "Un errore tecnico", avrebbe poi spiegato il direttore Ferruccio de Bortoli per mettere a tacere le polemiche ma soprattutto il sospetto che dietro l'operazione ci sia stata una precisa scelta di censurare un pezzo forse un po' troppo duro nei confronti del Pdl. &lt;br /&gt;Il retroscena - Nei corridoi della redazione si mormorava che un caporedattore avrebbe dato il via libera al “bozzino” prima che il direttore cambiasse idea. Ma perché l’ha cambiata? De Bortoli, nell’incontro con il cdr, ha spiegato che l’edizione di ieri aveva ben tre pagine di cronaca e commenti sui guai del Pdl, e che per questo dedicare alle vicende lombarde e laziali anche un fondo di prima pagina non sarebbe stato equilibrato. Insomma: meglio sostituirlo con un commento di Rizzo sul provvedimento anti-corruzione licenziato dal governo, "sul quale — ha spiegato il direttore — noi abbiamo fatto una campagna di stampa".&lt;br /&gt;L'editoriale "fantasma" è ricomparso oggi - "La plastica si sta squagliando? Sembrerebbe", scrive. "Certo è che coloro che si erano illusi dopo le elezioni del 2008 che il Pdl fosse diventato un partito più o meno vero, qualcosa di più di una lista elettorale, sono costretti ora a ricredersi. Non era qualcosa di più: spesso, troppo spesso, era qualcosa di peggio". Inizia così l'editoriale di Ernesto Galli della Loggia "Il fantasma di un partito", la cui pubblicazione sul Corriere della Sera è slittata appunto ad oggi. &lt;br /&gt;Dura critica al Pdl - Nell'editoriale, Galli della Loggia parla del Pdl come di "una somma di rissosi potentati locali riuniti intorno a figuranti di terz'ordine, rimasuglio delle oligarchie e dei quadri dei partiti di governo della prima Repubblica. E tra loro, mischiati alla rinfusa - specie nel Mezzogiorno, che in questo caso comincia dal Lazio e da Roma - gente dai dubbi precedenti, ragazze troppo avvenenti, figli e nipoti, genti d'ogni risma ma di nessuna capacità".&lt;br /&gt;Della Loggia parla anche di "intrighi" - L'editoriale aggiunge che tra le file del Pdl dalla primavera dell'anno scorso si stanno ordendo "intrighi" "quando non vere e proprie congiure (e dunque non mi riferisco certo - scrive Galli della Loggia - all'azione del presidente Fini, il quale invece si è sempre mosso allo scoperto, parlando ad alta voce)". "La personalità del premier - sottolinea - ha mostrato tutta la sua congenita, insuperabile estraneità all'universo della politica modernamente inteso. E dunque anche alla costruzione di un partito. La politica, infatti, non è vincere le elezioni e poi comandare, come sembra credere il nostro presidente del Consiglio ; è prima avere un'idea, poi certo vincere le elezioni, ma dopo anche convincere un paese e infine avere il gusto e la capacità di governare: tutte cose a cui Berlusconi, invece, non sembra particolarmente interessato e per le quali, forse, un partito non è inutile".&lt;br /&gt;L'analisi conclusiva -  "Il potere e la personalità del leader sono state un elemento decisivo nell'impedire che la Destra esprimesse niente altro che Forza Italia e il Pdl", prosegue Galli della Loggia, ma "né l'uno né l'altra esauriscono il problema. Il verificarsi simultaneo della caduta del Muro di Berlino e di Mani pulite ha significato la fine virtuale di tutte le culture politiche che la modernità italiana era riuscita a mettere in campo nel Novecento. E' quindi rimasto un vuoto che il Paese non è riuscito a colmare". Il vuoto, afferma, è più sensibile a destra, e più sensibili ne sono gli effetti negativi, perché lì la storia dell'Italia repubblicana non ha costruito nulla e dunque non ha potuto lasciare alcun deposito; che invece è rimasto solo nel centro-sinistra, erede di un ininterrotto sessantennio di governo del Paese tanto al centro che alla periferia".&lt;br /&gt;De Bortoli ribadisce: si è trattato di un errore tecnico - Nel pubblicare il fondo, de Bortoli torna con un corsivo sull' "errore tecnico" per il quale l'articolo è comparso ieri per qualche ora sul Corriere.it ed è stato inviato alle rassegne stampa notturne, sottolinea che "il rinvio era stato concordato con l'autore" e, assumendosi la responsabilità di quanto accaduto, si scusa con i lettori. Resta il sospetto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;03 marzo 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-5462681196586408700?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/5462681196586408700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=5462681196586408700' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/5462681196586408700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/5462681196586408700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2010/03/politica.html' title='POLITICA'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-270436424568855578</id><published>2010-03-03T10:20:00.000-08:00</published><updated>2010-03-03T10:24:08.441-08:00</updated><title type='text'>Regali e Oboli</title><content type='html'>REGALI E OBOLI&lt;br /&gt;Sicuramente l’operazione “scudo fiscale” è stata gestita da un punto di vista mediatico con grande abilità anche grazie al sollecito sostegno di Rai e Mediaset che hanno riferito acriticamente  i comunicati stampa del ministro Tremonti.&lt;br /&gt;Il cosiddetto “scudo fiscale” permette il rimpatrio o la regolarizzazione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero illegalmente cioè senza aver rispettato gli obblighi di comunicazione dei capitali trasferiti o comunque detenuti all’estero e di dichiarazione dei relativi redditi. Gli EVASORI che usufruiranno dello scudo potranno legalizzare questi capitali pagando un’imposta una tantum pari al 5% del loro ammontare. Cos’ ha guadagnato chi ha violato la legge rispetto al cittadino onesto? Non ha pagato l’imposta sui redditi di capitale per tutto il tempo in cui esso ha reso redditi all’estero e paga solo il MINIMO della sanzione che avrebbe dovuto pagare nel caso in cui la violazione fosse stata scoperta  che è compresa tra il 5 e 25%. Questo è già un bel PREMIO ma per comprendere davvero i vantaggi occorre anche chiedersi da dove proviene quel capitale.&lt;br /&gt;In genere il capitale portato ILLEGALMENTE all’estero non deriva da redditi su cui sono state pagate le imposte ma è frutto di EVASIONE. Chi ha nascosto al fisco ad es. 100 milioni di euro non ha timore di pagare l’obolo del 5% ma teme che il fisco si insospettisca e voglia capire come aveva ottenuto tutto quel danaro e gli chieda conto delle imposte evase : irpef, irap, iva a cui andrebbero aggiunti gli interessi e le sanzioni, per importi che potrebbero superare il 50% della somma evasa.&lt;br /&gt;Lo scudo nostrano evita tutto ciò e lo rende diverso da quello di paesi come Gran Bretagna e USA in cui si richiede a coloro che vogliono legalizzare i capitali esportati di PAGARE TUTTE LE IMPOSTE EVASE negli anni precedenti. In Italia inoltre le dichiarazioni di emersione avvengono in forma ANONIMA e non possono essere utilizzate contro il contribuente nè in sede amministrativa, né  in sede giudiziaria per gli aspetti civili, amministrativi e tributari.&lt;br /&gt;La destra,ha proprio voluto tutelare al massimo chi ha violato la legge e poiché l’evasione ha anche possibili risvolti penali ha estinto anche i reati che per la loro gravità potrebbero essere puniti con pene fino a sei anni di reclusione. Il capitale frutto di attività della criminalità organizzata (es. spaccio di droga,  finanziamento del terrorismo, traffico d’armi etc.) è spesso detenuto all’estero illegalmente perciò queste organizzazioni potrebbero approfittare dello scudo per riciclare questo denaro, grazie alla segretezza garantita,e non avrebbero difficoltà perché le operazioni di regolarizzazione e di rimpatrio non comportano l’obbligo di segnalazione di operazioni sospette in materia di antiriciclaggio da parte degli intermediari (banche) e professionisti che ricevono la dichiarazione anonima.&lt;br /&gt;I capitali illegalmente esportati non necessariamente torneranno in Italia, solo quelli presso i“paradisi fiscali”, perché in tutti gli altri casi una volta regolarizzati potranno rimanere dove sono. Il gettito raccolto è una tantum e non potrà dunque andare a finanziare riduzioni strutturali d’imposta o maggiori spese pubbliche.&lt;br /&gt;Un trionfalistico comunicato del Ministero delle Finanze  parla dello “straordinario successo, segno della fiducia nell’Italia” ma non presenta lo scudo come un successo dal punto di vista del gettito. Non si vuole ricordare  che si è fatto ricorso all’ennesimo CONDONO FISCALE perdonando anche reati gravi pur di ottenere soldi con cui tentare di sostenere le finanze pubbliche.&lt;br /&gt;                                                                 MOVIMENTO REPUBBLICANI EUROPEI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-270436424568855578?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/270436424568855578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=270436424568855578' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/270436424568855578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/270436424568855578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2010/03/regali-e-oboli.html' title='Regali e Oboli'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-5866654997386998007</id><published>2009-10-19T08:04:00.000-07:00</published><updated>2009-10-19T08:12:09.158-07:00</updated><title type='text'>3° CONGRESSO REGIONALE</title><content type='html'>Domenica 8 novembre -ore 9.00 Auditorium Hotel Federico II Jesi si svolgerà il 3° congresso regionale del Movimento Repubblicani Europei delle Marche.&lt;br /&gt;Il Congresso avrà il seguente tema&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Priorità strategiche per l'economia marchigiana nel sistema internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le conclusioni dei lavori congressuali saranno svolte dalla sen. Luciana Sbarbati segretaria nazionale MRE.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-5866654997386998007?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/5866654997386998007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=5866654997386998007' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/5866654997386998007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/5866654997386998007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2009/10/3-congresso-regionale.html' title='3° CONGRESSO REGIONALE'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-8426862882015804328</id><published>2009-08-11T08:46:00.000-07:00</published><updated>2009-08-11T08:50:15.136-07:00</updated><title type='text'>DESTRA? NO GRAZIE</title><content type='html'>Il voto popolare del 6 e 7 giugno per l’elezione del nuovo Consiglio Comunale e del Sindaco, ha dato un risultato netto: la vittoria della lista di centro sinistra “Montemarciano Democrazia e Solidarietà” e  la fine della grande illusione della destra di conquistare la guida del nostro Comune. L’impegno profuso dalla destra per il raggiungimento dell’ agognato obbiettivo è stato notevole e la sua aggressiva e demagogica  campagna elettorale ne è stata la naturale conseguenza. I cittadini di Montemarciano però non hanno creduto alle facili promesse degli “appoggi da Roma” o dei “canali preferenziali” e hanno saputo valorizzare con il loro voto una idea più strutturata  del concetto di democrazia. Sicuramente il successo del centro sinistra sarebbe stato più netto se all’interno del maggior partito della coalizione non fossero accaduti avvenimenti politici che per la loro rilevanza e per le loro conseguenze hanno generato confusione e sconcerto tra i cittadini e tensioni all’interno della stessa coalizione. Si è infatti corso il rischio, da noi sempre evidenziato, di consegnare su un piatto d’argento l’amministrazione di Montemarciano alla destra, ripetendo così a livello locale l’errore commesso per le elezioni politiche nazionali dove abbiamo assistito, per nostri errori e non per meriti degli avversari, al successo dell’antipolitica, del qualunquismo, dell’autoritarismo strisciante e di una politica davvero di basso livello. Per quanto ci riguarda noi Repubblicani Europei siamo sicuramente soddisfatti del risultato conseguito: con l’elezione dell’amico D’Alessandro abbiamo riconfermato la nostra presenza in Consiglio Comunale  e con la sua nomina a Presidente del Consiglio Comunale abbiamo ottenuto un riconoscimento politico dell’attività svolta in tutti questi anni a favore della nostra comunità. Alcuni ritenevano e forse speravano che a causa della radicalizzazione dello scontro politico ( che sempre danneggia i partiti più piccoli) non saremmo stati in grado di raggiungere questo buon risultato e dunque siamo ancora più fieri di averli delusi anche perché dobbiamo ringraziare esclusivamente il nostro impegno, la nostra passione , i nostri elettori e non gli “sponsor” detentori di preferenze che tanto ruolo hanno giocato. Per far valere la voce di chi non vuole essere costretto a scegliere per necessità continueremo nel nostro impegno politico e sociale a favore di Montemarciano chiedendo ai cittadini di sostenere sempre di più il nostro movimento. Infatti a Montemarciano i cittadini hanno decretato la vittoria del centro sinistra ma secondo noi è  stato un consenso sulla fiducia perché in questi anni saranno giudici severi che non dovremo in alcun modo deludere.&lt;br /&gt;                                                          MOVIMENTO REPUBBLICANI EUROPEI&lt;br /&gt;                                                          Sez. “Ugo La Malfa”- Via G.LEOPARDI, 9&lt;br /&gt;                                                         www.repubblicanieuropei-montemarciano.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-8426862882015804328?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/8426862882015804328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=8426862882015804328' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/8426862882015804328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/8426862882015804328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2009/08/destra-no-grazie.html' title='DESTRA? NO GRAZIE'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-870165347933392748</id><published>2009-07-05T06:04:00.000-07:00</published><updated>2009-07-05T06:11:55.066-07:00</updated><title type='text'>ELEZIONI COMUNALI DI MONTEMARCIANO</title><content type='html'>La lista di centrosinistra" Montemarciano Democrazia e Solidarietà " ha vinto le elezioni per l'elezione del Consiglio Comunale e del Sindaco. E' stata eletta Sindaco la dott.ssa Liana Serrani esponente del P D. Per il Movimento Repubblicani Europei è stato eletto consigliere Alessandro D'Alessandro attuale responsabile comunale del movimento. Il 23 giugno si è riunito il nuovo C C e il rappresentante dell' MRE è stato eletto Presidente del Consiglio Comunale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-870165347933392748?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/870165347933392748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=870165347933392748' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/870165347933392748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/870165347933392748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2009/07/elezioni-comunali-di-montemarciano.html' title='ELEZIONI COMUNALI DI MONTEMARCIANO'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-2268298824589635299</id><published>2009-03-09T10:17:00.000-07:00</published><updated>2009-03-09T10:24:37.710-07:00</updated><title type='text'>Concluso 3° Congresso Nazionale MRE</title><content type='html'>Il 28 febbraio / 1° marzo si è svolto a Roma il 3° congresso nazionale del Movimento Repubblicani Europei. Al termine dei lavori i delegati hanno rieletto all'unanimità alla segreteria Nazionale la senatrice Luciana Sbarbati . Sul mensile Lucifero di Marzo verranno pubblicati gli atti del congresso. Lucifero potrà essere consultato sul sito del Movimento Repubblicani Europei di Montemarciano  www.repubblicanieuropei-montemarciano.it .&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-2268298824589635299?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/2268298824589635299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=2268298824589635299' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/2268298824589635299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/2268298824589635299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2009/03/concluso-3-congresso-nazionale-mre.html' title='Concluso 3° Congresso Nazionale MRE'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-454048316077660027</id><published>2009-02-17T08:19:00.000-08:00</published><updated>2009-02-17T08:21:14.307-08:00</updated><title type='text'>Relazione on. Luciana Sbarbati segretaria nazionale MRE</title><content type='html'>III^ Congresso Nazionale&lt;br /&gt;Movimento Repubblicani Europei&lt;br /&gt;Roma 28 febbraio / 1° marzo 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relazione Segretario Nazionale Sen. Luciana Sbarbati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La celebrazione del III^ Congresso Nazionale del Movimento Repubblicani Europei è  stata  deliberata a novembre, dopo un ampio dibattito in Consiglio Nazionale, a seguito della proposta avanzata dal Segretario, e sostenuta da diversi esponenti della direzione, in primis i dirigentri romagnoli. Siamo chiamati ad un compito delicato e decisivo per il futuro non solo del MRE, ma, credo, e ne sono seriamente convinta, di tutto il movimento repubblicano, indipendentemente dalla collocazione attuale nei due schieramenti.  Parliamo del futuro di una cultura democratica, che ha dato tanto al nostro paese, lottato per l’unità, l’indipendenza e la Repubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi ultimi dieci anni la vita del Movimento Repubblicani Europei è stata un lungo duro e coerente impegno per il Partito Democratico, attraverso l’Ulivo prima, la Federazione poi, la Lista Unitaria per le Europee, la costruzione di un programma rispondente alle esigenze del paese, ricco di contenuti nuovi, capace di operare una svolta nel sistema ingessato della politica italiana, che vedeva partiti asfittici, a corto di idee, impegnati prevalentemente a perpetuare se stessi e le proprie classi dirigenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uscire dall’autoreferenzialità, aprirsi all’Europa, al sogno, alle scelte indicate da Romano Prodi è stata per noi una “missione politica”, che, con passione e tenacia, abbiamo perseguito senza rivendicazioni, con l’unica caparbia convinzione che noi dovevamo esserci, che il Partito Democratico sarebbe nato come “il partito della democrazia” di spadoliniana memoria. Quel Partito Democratico che anche Giorgio La Malfa preconizzò nel Congresso di Carrara, sintesi critica e aperta di culture storiche e democratiche del nostro paese, al servizio degli interessi generali, per ancorare l’Italia all’Europa, per rinsaldarla tra le grandi potenze, per restituirle un ruolo nello spazio globale della politica a difesa del multipolarismo, per una nuova definizione giuridica delle stesse Nazioni Unite, a garanzia della pace e dello sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro compito, come forza laica, era quello di svolgere una funzione democratica, critica e costruttiva all’interno dell’Ulivo per il Partito Democratico, era fare la differenza, operando per la certezza dei diritti e dei doveri, la dinamicità, la concertazione, l’apertura di orizzonti più vasti in ogni settore della vita democratica a cominciare dalla scuola, dall’università e dalla ricerca, asse strategico per lo sviluppo del paese, per il rigore, a garanzia di una politica come servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era una grande, straordinaria sfida, che purtroppo è stata persa e non certo per nostra responsabilità. Il Partito Democratico è nato, ma è nato monco di una componente fondativa laica, moderna, autenticamente democratica. I Repubblicani Europei, dopo una tenace lunga resistenza al cinismo, alla indifferenza, alle umiliazioni, improvvisamente sono stati cancellati come soggetto politico, nel momento fondativo del nuovo partito, considerati superflui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò solo per suggellare un patto di potere tra DS e DL, in cui non poteva esserci spazio alcuno per altri. Dall’oggi al domani, l’Ulivo era diventato un cartello elettorale per i DS e la Margherita, che volevano i nostri voti, ma pretendevano nel contempo di fare a meno della nostra bandiera, sintesi plastica della nostra cultura, che era stata assunta tra le storie democratiche  dell’Ulivo per il Partito Democratico. Nell’indifferenza generale si compiva il genocidio politico dei repubblicani, come forza politica, partner di un progetto che contemporaneamente veniva snaturato. Per entrare nel Partito Democratico dovevamo bussare come singoli alla porta dei due più grandi partiti: un soggetto politico diverso da DS e DL non era ammesso; si chiedeva a repubblicani, socialisti e ad altri, di sciogliersi, rinunciare alla propria storia  e alla propria cultura.&lt;br /&gt;Il paradosso non si commenta, poiché da sempre i repubblicani ritengono l’Europa la loro cornice istituzionale di riferimento; il merito non una colpa, come spesso molte forze politiche continuano a considerare in nome di un piatto egualitarismo; la questione sociale non un obiettivo di carità verso i più poveri, ma la leva principale per innalzare la condizione economica e culturale dei cittadini, dando a ciascuno le stesse opportunità. I repubblicani conoscono, e non da ora, la distinzione tra il modello economico renano e quello americano, e da sempre sono vicini ai più alti livelli di democrazia. La programmazione economica e la politica dei redditi, sin dai tempi della “nota aggiuntiva” di Ugo La Malfa, è parte essenziale del nostro patrimonio culturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dite voi se era possibile all’intelligenza politica di forze che dichiarano di essere riformiste, estromettere senza motivo i repubblicani dalla fondazione del Partito Democratico, negandoci la dignità politica di partito, della quale per contro l’Ulivo si era alimentato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cartello del Partito Democratico è diventato via via più povero, ma non ha perso solo noi repubblicani. Ha perso l’entusiasmo e la partecipazione convinta di tanta parte della società civile, che si è rifiutata di farsi stritolare nella tenaglia DS – DL, che si stringeva sempre più, negando ogni possibilità di pluralismo. Ancor oggi, dentro il Partito Democratico, assistiamo a uno scontro non risolto per la supremazia tra DS e DL, che si consuma in modo sordo e feroce tra le classi dirigenti dei due vecchi partiti, che poi sono di fatto le classi dirigenti di quello che dovrebbe essere il nuovo partito. E’ praticamente assente il dibattito sui contenuti, non è chiaro quale progetto riformista si intende perseguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra partecipazione al processo di costruzione del Partito Democratico è sembrata per un momento recuperata, con l’invito a “entrare” come Movimento, fattoci da Walter Veltroni, che ha consentito al MRE di non sciogliersi, di mantenere la propria autonomia, di partecipare alle elezioni politiche e di eleggere due senatori. Di questo siamo grati al segretario del Partito Democratico, ma ciò che chiedevamo non erano due posti in Parlamento, ma che si tornasse al progetto ulivista, al pluralismo, al dialogo e al confronto, all’apporto e alla valorizzazione delle diverse culture, in primis la nostra, quella laica, democratica e repubblicana. Così non è stato. E quella dei Repubblicani Europei è diventata sempre più una presenza invisibile e priva di senso all’interno del Partito Democratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al centro, un’oligarchia chiusa e auto referenziale ragiona in funzione di un bipolarismo che è bipartitismo, essenzialmente per legittimarsi, incapace di definire un modello di partito riconoscibile; sogna il modello americano, impraticabile nel nostro paese, e lascia di fatto la periferia senza indirizzi, senza organizzazione.  Questa “assenza” ha prodotto sul territorio un Far west di caporali, che allontana la società civile e chiude sempre più ogni possibilità di cambiamento, di avviare un grande  dibattito, con il contributo di tutti, per la costruzione di un modello sociale completamente alternativo a quello del PDL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è neppure lo spazio fisico per discutere di contenuti e, quando lo si trova, non è il partito a confrontarsi, ma sono le correnti, alle quali, è ovvio, noi non possiamo essere  interessati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cittadini comuni non si appassionano allo scontro tra correnti, tra DS e DL, tra Veltroni e D’Alema, tra Bersani e Veltroni e comprendono sempre meno la fisionomia di un’opposizione, che, in qualche momento, ha visto perfino appannata la sua dignità. Sulle grandi questioni, da quelle etiche a quelle dei nuovi diritti emergenti, alla politica estera ed economica, alla laicità, si discute poco per timore di dividersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Specularmente la maggioranza conduce la sua azione politica con tracotanza e disprezzo delle regole, mentre il governo ritiene addirittura superflua l’azione parlamentare, che diviene sempre più marginale e scarsamente incisiva, stante il costante ricorso ai decreti legge e alle deleghe. Se a tutto questo aggiungiamo la vocazione per accordi di vertice, che è incomprensibile per leaders di due partiti che dovrebbero mettere a confronto in modo rigoroso e chiaro la loro diversità progettuale e ideale, che oggi è sfociata nell’accordo elettorale per le elezioni europee, nel voto di astensione del Partito Democratico sul federalismo fiscale - vera “marchetta” elettorale pagata alla Lega - negli accordi per la riforma della giustizia e della RAI, ne esce un quadro deprimente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I senatori repubblicani, pur dando tutto il loro contributo tecnico ai lavori del Parlamento, soffrono il peso di una afonia politica, insopportabile per una forza che si è sempre spesa generosamente nella collaborazione con apporto di idee, sfidando anche l’impopolarità per le sue posizioni scomode, che, alla lunga, si sono rivelate vincenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra voce non conta. In tanto conformismo è quasi folcloristica, perché nessuno osa più di tanto disturbare chi detiene il potere, in forza di una legge elettorale che consente al candidato premier-segretario di “eleggere i parlamentari”. Nessuno spazio sui media, anch’essi vincolati  alla logica dei più forti, e spesso costretti a concentrarsi su orrende banalità, contrabbandate per “necessità democratiche”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che conta è “essere di qualcuno”.&lt;br /&gt;Io ribadisco qui a voi tutti, e convintamente, che i repubblicani, i repubblicani europei, non possono essere di nessuno. Essi sono repubblicani per la Repubblica e perciò né di Veltroni, né di Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono l’espressione della loro storia, dei valori mazziniani di unità, democrazia, libertà e giustizia, della religione civile, della cultura e del sapere come nutrimento dello spirito per un nuovo umanesimo, che deve aprirsi con rispetto e umiltà alle nuove frontiere della scienza, costrette nel difficile equilibrio tra etica e diritto. L’esistenza del Partito della Democrazia, che per oltre un secolo è riuscito a svolgere la sua azione politica con lungimiranza, non può venir meno perché qualcuno, a colpi di leggi elettorali su misura, persegue un bipartitismo forzato, la reductio ad unum, da sempre sogno delle dittature di destra come di sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cinismo perciò è il vero eroe, il tratto comune del nuovo arco costituzionale. Un cinismo che, pur di perseguire i suoi scopi, mette a tacere i tanti scandali della nostra società, la deriva del malgoverno, che spinge sempre più il paese in un baratro dove non ci sono più che cattive notizie e, tra le cattive notizie, anche il pessimo stato di salute dei repubblicani, ai quali si chiede di conformarsi alle logiche parrocchiali del grande partito del nuovo. Ecco perché questo, ancor più degli ultimi che abbiamo celebrato, è il congresso della responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intendiamoci: molti “non detti” della nostra società e della politica, vengono di tanto in tanto pronunciati a voce alta, o perfino gridati ai quattro venti, da Di Pietro, dai Radicali, da noi Repubblicani. Gridare ai quattro venti però non serve, e tanto meno è utile scaldare piazze più o meno rumorose, né persistere a mettere il dito su qualche verità scomoda, come l’assenza di legalità, il mancato rispetto dei patti, il disprezzo della laicità, le leggi ad personam, l’ipocrisia del dialogo tra maggioranza e opposizione, gli inciuci tra affari e politica, quando le battaglie politiche, anche le più nobili, finiscono con l’essere percepite come ossessioni personali, grazie al messaggio spudoratamente orientato di media compiacenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La politica in Italia ha bisogno di tre cose: idee, carattere, azione di governo. Le idee perché l’Italia è un paese di cultura anche nella politica, un paese  che non si deve accontentare di personalismi e di intuizioni in ordine sparso, perché ha visto da sempre l’azione politica in un contesto ampio, in un percorso dove il domani, ciò che per il domani si prepara, è costruito con la piena consapevolezza di ciò che è stato fatto, dove poche cose al mondo sono più preziose della storia, del nostro essere come italiani “comunità inscritta in un percorso”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo i repubblicani esistono e vogliono continuare il loro impegno democratico, orgogliosi della propria tradizione e degli ideali mazziniani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto debole sia oggi il repubblicanesimo, esso è ancora capace di “ricordare”, metabolizzare le prove della storia patria, farne le radici delle scelte dell’oggi. I repubblicani possono essere fastidiosi al potere se esso è miope, come possono esserlo gli appartenenti ad un’altra minoranza, etnica questa volta, gli ebrei. Non è un atto di presunzione: è la piccola minoranza che vuole che la politica non sia cronaca, ma sia guidata da principi ideali, che vengono da lontano, che hanno passato la prova del fuoco di battaglie lunghe e dolorose, spesso bagnate dal sangue di combattenti e di martiri della libertà. Tale consapevolezza costituisce il tanto ricordato “orgoglio repubblicano”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coltivare però le idee di un’antica tradizione non serve a molto, se esse non sono vissute e comunicate al resto del paese, con la forza dell’azione, la capacità di scuotere le coscienze, di risvegliare le orecchie assopite di un’opinione pubblica ormai rintronata dal bombardamento di mille e uno messaggi. Noi repubblicani questo carattere ce lo abbiamo: è la passione per la politica, non per il potere. E ci sconforta il constatare che “il carattere” sia andato perso nel panorama della politica italiana, dove regna un modo di comunicare, di raccontare e di raccontarsela, che, più che da politica dignitosa, pare da “Grande Fratello”. C’è una politica fatta di battutine, slogans, banalità trite e ritrite, una politica esangue, tutta tattica, incapace di un moto di indignazione, di provare vergogna e rabbia, ammosciata sui divani dei salotti televisivi, assuefatta. Una politica dove si consumano teatrini come quello a cui hanno assistito qualche mese fa gli italiani: Berlusconi ha dichiarato di aver trascorso una serata in una discoteca alla moda di Milano, ne è uscito quasi all’alba rassicurando gli italiani che non solo si era divertito, ma che la festa non era ancora tutto, che il bello stava per cominciare, che a lui bastano poche ore di sonno, che così si deve fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli italiani, alle prese con la crisi che ha investito il mondo, con la quadratura improbabile dei bilanci familiari, sono stati rassicurati nelle loro angosce: tutto va bene in Italia, tutto torna, lo ha detto Lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo il carattere della politica italiana. Non stupisce allora che quando un  repubblicano ha la possibilità di parlare, di farsi intendere da una platea, sappia farsi ascoltare. Noi tutti siamo consapevoli che essere repubblicani implica essere cresciuti ad un certo tipo di scuola politica, una scuola severa, che non regala mai nulla, ma forma senza soste all’analisi critica, alla volontà, all’orrore per la banalità e al carattere di chi rispetta le regole, della correttezza politica e sa combattere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo, una tradizione ancora feconda ed una classe di donne e di uomini politici agguerriti e di razza, rischia però di rasentare la sterilità, se non si traduce in un’azione di governo: questo è il punto debole dei repubblicani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da oltre dieci anni, salvo parentesi poco incisive, siamo assenti dal governo del paese, dalle giunte dei capoluoghi regionali o provinciali, a parte sporadiche eccezioni, da incarichi di responsabilità istituzionali. Ai repubblicani questo onere e questo onore sono da tempo negati. Meglio i “traditori”, meglio i saltimbanchi, gli inaffidabili, emblematici interpreti dell’atavico trasformismo italiano, per garantirsi squallidi serbatoi locali di consenso elettorale, che non i repubblicani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’escluderci si sono cimentate tanto la sinistra che la destra. Potremmo parlare a lungo di tutto ciò, ma non serve, sono cose che sappiamo e che sanno bene anche i nostri alleati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto oggi la politica è impegnata in ben altro che nel far crescere e valorizzare una classe dirigente democratica e moderna. E’ assorbita in un continuo regolamento di conti, in primo luogo fra appartenenti allo stesso partito, poi fra alleati ed ex alleati, mentre la dialettica governo – opposizione, tra tante polemiche e scorribande, è quasi irrilevante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da troppi anni il repubblicanesimo non riesce più ad incidere nel patrimonio politico di governo del nostro paese. Di qui il pericolo che noi repubblicani si confonda la necessità di salvaguardare i simboli, la tradizione, l’appartenenza, con il bene supremo del paese. Il dovere principale dei repubblicani non è tanto quello di difendere la bandiera, ma soprattutto di trovare le forme più efficaci per affermare il bene collettivo. “Bene collettivo”, del resto, è un’espressione che pare appartenere più ai marziani, che agli italiani. L’ingovernabilità è governabilità di affarismo, conflitto di interessi permanente, oblio dei valori e della solidarietà. Il paese cola a picco, il debito incalza ed è uno dei più grandi in Europa, e nessuno vuole ricordare che un punto percentuale di debito in più o in meno, equivale a circa 7 miliardi e mezzo. Le nuove generazioni  ci stanno già maledendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Spagna ha superato l’Italia come ricchezza individuale, che è quella che conta, la Grecia, e perfino la Slovenia, si accingono ad altri sorpassi. In Italia nessun dibattito, né a destra né a sinistra, si è aperto a seguito di questo dato, che segna un’epoca, non è un dettaglio di cronaca. Il paese continua a scivolare indietro nelle classifiche di burocrazia, assenza di trasparenza, condizioni per investimenti, ricerca, parametri di educazione, efficienza della giustizia, accesso al mercato, possibilità e sicurezza del lavoro, e ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia ha bisogno di riforme strutturali: ridisegnare il meccanismo della pubblica amministrazione, abbattere i costi della politica, mettere l’età pensionabile reale in linea con gli altri paesi europei, creare un sistema sociale, un nuovo welfare, che garantisca il cittadino e la famiglia, che non assista improduttivamente il lavoratore, senza prendersi cura di una sua formazione o riconversione, stante l’estrema fluttuazione e fragilità del mercato del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finora la sinistra ha fallito nella capacità di governare il paese, nel compito di portare l’Italia nella modernità. Per contro la destra le riforme  strutturali le fa: il federalismo sfascista del paese, che noi repubblicani europei non abbiamo votato, perché è un federalismo non unitario, senza un senato delle regioni, senza una carta delle autonomie, in cui la redistribuzione alle regioni più povere è pressoché affidata alla carità di quelle più ricche, senza pari opportunità e senza coperture di bilancio, con riforme della giustizia parziali e per spot, con sconti all’evasione fiscale, con attentati alla Costituzione aperti e sfacciati, che si spingono fino a tentativi di coinvolgere, per delegittimarlo, il Capo dello Stato in questioni in cui non può essere coinvolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente Napolitano va tutto il nostro sostegno e il nostro grazie convinto per il modo pacato e di grande equilibrio con cui assolve il suo alto compito di garante della Costituzione repubblicana e dell’unità del Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ evidente l’attacco ai principi costituzionali, che regolano l’equilibrio tra i poteri, e la volontà di stravolgere e piegare la Costituzione a interessi personali. Del resto l’attentato alla scuola della Repubblica, che mina la certezza di un diritto costituzionalmente protetto, e apre  alla pressoché totale privatizzazione di un servizio pubblico essenziale, che dovrebbe garantire a tutti il diritto all’istruzione, è la palese dimostrazione del declino rapido e inesorabile del nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi infatti,  prima che economica, è culturale, senza precedenti, globale, e il Governo la sta affrontando solo sul piano politico-propagandistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’intento primario è come sempre dividere il Paese: da una parte ci sono i pessimisti, quelli che credono nella diagnosi di Obama e di Stiglitz, che vedono una crisi lunga e durissima; dall’altra ci sono gli  ottimisti, quelli che credono nella diagnosi del Premier, che sostiene la natura congiunturale ed il decorso breve. Berlusconi si è limitato fino ad ora a lanciare anatemi ai primi ed a annunciare interventi, ancora da definire, prevalentemente del tipo sostegno alla domanda di consumi, come si conviene ad un approccio congiunturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi è invece il primo vero terremoto economico dell’era della globalizzazione. Essa definisce e caratterizza l’orizzonte politico dei prossimi cinque anni e ciò che si farà in questi anni sarà decisivo per il futuro del Paese. Siamo di fronte alla alternativa tra il rilancio e la rassegnazione, o, per dirla con Ugo La Malfa, tra il rimanere aggrappati alle Alpi, ma in Europa o precipitare nel Mediterraneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In cima a tutto vi è nel 1971 la decisione degli USA di denunciare unilateralmente l’accordo di  Bretton Woods, annullando la convertibilità del dollaro ed accollando al resto del mondo il problema della moneta per gli scambi internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sostiene Paolo Savona su Limes, con acuto ravvedimento, inizia così una nuova era in cui lo sviluppo degli Usa avviene anche al di là delle loro capacità produttive, finanziato dal risparmio del resto del mondo. Questa strategia è fondata sulla dottrina miracolistica del Club di Chicago per la quale la flessibilità dei cambi avrebbe garantito agli USA sia l’equilibrio dei conti con l’estero, sia la protezione dall’inflazione importata. In parallelo, ed in base alla stessa teoria, gli USA concepiscono e sostengono la liberalizzazione globale degli scambi della WTO ed aprono la strada allo sviluppo del mercato globale. Esso viene affidato tuttavia al fluttuante cambio del dollaro non convertibile, calmierato dal cambio fisso della Cina - motore della domanda globale - e dalla nascita dell’Euro. L’espansione del mercato globale che ne deriva è il motore dello sviluppo degli ultimi quindici anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pur marciando sull’onda della liberalizzazione degli scambi, la globalizzazione ha il suo tallone di Achille nella assenza di un sistema monetario istituzionale, regolato, condiviso, gestito e sopratutto capace di finanziare lo sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il centro focale della crisi si trova in particolare nella possibilità di cessione dei prestiti, affidata non alle tradizionali regole dei mercati finanziari, ma alle valutazioni delle Agenzie di rating, non sempre scevre da conflitti di interesse. Si è consentito in tal modo ad un numero infinito di operatori senza scrupoli di operare senza capitali e senza valutazione del rendimento e del rischio di questi nuovi strumenti, e quel che è peggio, di creare un labirinto tale da rendere incalcolabile, anche per gli addetti ai lavori, la valanga dei titoli spazzatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo davanti non alla sconfitta del mercato, ma alla sua distruzione per mancanza di regole, impudenza ed arrogante ignoranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi è fortemente aggravata dall’impatto su un profondo fattore di tensione quale è il processo ormai avanzato di ristrutturazione della divisione internazionale del lavoro, trainato dallo sviluppo del mercato globale e dalla forte presenza in esso dei nuovi giganti industriali che, con oltre 2,5 miliardi di persone, ampliano di due volte il potenziale del mercato dei beni industriali: Cina e india in testa (PIL in crescita annua dal 7 al 12%), più Tigri asiatiche, Sud America e persino Africa (PIL annuo a + 5).&lt;br /&gt;Lo sviluppo del mercato globale frena pesantemente in un momento in cui il PIL della Cina ha quasi raggiunto quello degli Stati Uniti, viene cioè a coincidere temporalmente con il massimo della tensione causata dal cambiamento della divisione internazionale del lavoro, peraltro ancora non assestata, ed in un contesto in cui il terrorismo non è stato sconfitto, l’ordine mondiale è ai minimi termini dopo dieci anni di unilateralismo e di errori della gestione Bush, anzi riesplode in maniera tragica nel conflitto israelo-palestinese, in cui le Nazioni Unite, l’Europa e l’Italia, sono chiamate a svolgere un ruolo di importante mediazione sulla linea “due popoli, due patrie”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le conquiste economiche e di civiltà degli ultimi anni appaiono nuovamente in discussione, e per alcune popolazioni lo sono persino quelle che parevano consolidate da decenni.&lt;br /&gt;Il fondo non è stato ancora toccato e l’immanente blocco della globalizzazione rischia di rilanciare la corsa al localismo ed al protezionismo, quindi all’impoverimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rischio è massimo: l’Europa che fatica ancora a darsi una fisionomia politica per competere come continente nel mondo globale e incidere con autorevolezza nei nuovi equilibri internazionali, appare disorientata e, invece di pensare unitariamente, sembra preferire rigurgiti di chiusure nazionalistiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ a repentaglio il già incerto equilibrio politico ed economico del pianeta e nello scenario si profila addirittura lo spettro della terza guerra mondiale, come testimoniano i sempre crescenti stanziamenti nel bilancio degli Stati Uniti per la guerra totale, la corsa al nucleare dell’Iran, di paesi africani, del Pakistan, che apre scenari inquietanti e pericolosi. Non si può dimenticare che la seconda guerra mondiale nasce nel contesto della grande crisi del ’29, peraltro meno grave e meno globale di quella attuale. Lo stesso Obama sarà chiamato a prendere decisioni improcrastinabili e forti, se vuole dare un nuovo corso ad una riconquistata, ma fragile, leadership americana, fondata sulla promessa, sulla speranza, che attende però la verifica dei fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce di queste considerazioni, la crisi assume i caratteri della rottura del modello di sviluppo corrente, simbolizzato dalla scoperta della finta ricchezza della finanza creativa che ha consentito agli Stati Uniti di vivere al di sopra delle proprie possibilità dall’incompiuto assestamento della nuova divisione del lavoro, dalla folle corsa delle quotazioni del petrolio che ha preceduto la crisi ed infine dal fallimento del protocollo di Kyoto, con il radicale deterioramento della situazione climatica, energetica e più in generale ecologica del pianeta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso Tremonti, all’inizio, aveva ammonito che la crisi sarebbe stata lunga e profonda perché si era verificata una rottura del modello di sviluppo, ma poi ha prevalso la linea dell’ottimismo ed il Ministro è diventato minimalista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obama e Al Gore ritengono giustamente che la crisi si batte rispondendo alla sfida del riscaldamento globale, con un nuovo modello di sviluppo, un radicale cambiamento del modo di vita, del sistema energetico e dei sistemi di trasporto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I pilastri del nuovo “new deal” sulla scena mondiale sono quindi essenzialmente quattro:&lt;br /&gt;-    nuova Bretton Woods con regole rigorose e condivise per dare forza al mercato globale;&lt;br /&gt;-    rilancio dell’ONU per dare al mondo un nuovo ordine mondiale per grandi poli geopolitici integrati;&lt;br /&gt;-    attenzione e stimoli innovativi all’economia della produzione più che del consumo, e quindi più conoscenza, più sapere, più tecnologie, più ricerca, più lavoro;&lt;br /&gt;-    priorità  all’integrazione economia/ambiente per produrre il futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i Repubblicani Europei la politica estera del Governo fatica a integrarsi nelle linee della nuova leadership USA, e contribuisce in modo timido e spesso contraddittorio al consolidamento dell’Europa, che può avere grande rilievo nel nuovo equilibrio multipolare, e a far ritrovare all’Italia la strada del proprio sviluppo economico. La Unione Europea è infatti la forza reale principale della nostra economia, che ci protegge con l’Euro, per troppo tempo bersaglio sbagliato delle forze di centrodestra, e rappresenta il 58% delle nostre esportazioni e il 54% delle nostre importazioni. Ciò significa  che l’Italia non può crescere nel mondo globale se non  sostenendo le politiche europee e fruendo del loro successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra politica economica deve resistere alle tentazioni statalistiche e protezionistiche, presenti non solo nella Lega, e puntare sul  mercato come strumento primario di verifica e misura dell’attività economica da restaurare con poche regole ispirate da due principi cardinali: la libertà degli scambi e il divieto della commistione degli interessi.&lt;br /&gt;La linea di governo deve puntare sulla coesione sociale come forza fondamentale per lo sviluppo - un tempo la destra la chiamava il morale della nazione - che in Europa si crea da sempre con patti trilaterali di convergenza concertata Governo-Imprese-Sindacati, veri strumenti di pacificazione e motori di sviluppo attraverso la condivisione dei vantaggi, nonché su una nuova politica per l’immigrazione, che va regolata e coordinata a livello europeo e gestita come una risorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il Paese è spaccato per principio, la crisi non si può battere. E’ essenziale perciò  includere tutti gli interessati, nell’obiettivo del suo superamento come è accaduto più volte nella storia della Repubblica: nel dopoguerra con il Patto del Lavoro De Gasperi-Costa-Di Vittorio, nel 1952 con la Politica di Liberalizzazione degli Scambi La Malfa-Costa, e nel 1993 con l’accordo Ciampi-Abete-Trentin sulla Politica dei Redditi .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza del centrodestra, i Repubblicani Europei ritengono che sia necessario scegliere interventi per rafforzare l’economia reale, fondata sul primato della produzione e dell’innovazione piuttosto che del consumo, evitando di affrontare la crisi in termini di sostegno alla domanda. Il Paese si trova infatti in una condizione precaria sia sul piano delle risorse pubbliche (debito pubblico sulla soglia del 110% e pressione fiscale al limite della sopportabilità), sia sul piano della competitività (distratto negli ultimi 15 anni dal costante fare e disfare delle alternanze è scivolato spensieratamente dal sesto posto al quarantesimo nella relativa classifica ). Con questi records l’Italia rischia di perdere lo status di paese esportatore e di scoprire amaramente che gli stimoli al consumo alimentano le importazioni più che lo sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Governo invece ha reagito al crollo dell’economia finanziaria, puntando sull’unanime proposta-slogan del ritorno alla economia reale. Si rischia tuttavia (anche in chiave bipartisan, con differenze solo sulla entità degli interventi) di interpretarla come la bengodi degli aiuti di Stato, oscillante tra la rinascita dello “stato imprenditore” e la distribuzione di denaro per sostenere il livello dei consumi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questa vulgata è meglio preferire politiche industriali sul lato della produzione e della competitività, di rilancio dello sviluppo con l’innovazione e la riconversione del sistema produttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da anni non siamo più la quarta potenza industriale del mondo perché siamo stati spiazzati dalla nuova divisione internazionale del lavoro avviata dalla globalizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I riferimenti di una politica  dell’economia reale centrata  su produzione e competitività sono per noi:&lt;br /&gt;-    sviluppo innovativo e sostenibile, cambiando l’industria ed il trasporto con innovazioni di prodotto, di processo e di promozione della logistica, anche dei rifiuti e del riciclo, e reinventando la struttura delle città, selezionandone i traffici, sviluppando il trasporto collettivo, ampliando la conoscenza dei flussi e dei bisogni vitali con la misurazione statistica dei fenomeni, investendo su lavori che produrranno un nuovo welfare e infine facendo massa critica con le politiche europee sul clima e sulla crisi globale;&lt;br /&gt;-    politica dei redditi estesa ai servizi e centrata su competitività senza inflazione, con ordine nei conti pubblici, produttività, meritocrazia, e ritmi dei redditi per stabilizzare i consumi, ecc.;&lt;br /&gt;-    politica industriale per fattori: infrastrutture, quelle, anche grandi, che servono subito per l’efficienza dei processi produttivi e logistici, con priorità per le opere che rafforzano l’integrazione con il mercato europeo, e sviluppo dei mercati dei fattori di produzione, ovvero di tecnologie, credito  e finanza, fonti energetiche, innovazione per le città e l’ambiente, con una attenzione speciale per la politica meritocratica del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La logistica può e deve rendere economico il trasporto, poiché i suoi costi ci relegano al 132° posto nella classifica della World Bank, ed è come un dazio all’importazione che pesa sul Paese e sospinge l’inflazione. Occorre il rilancio della  politica industriale , compatibilmente con le norme europee, tramite la partecipazione al network intercontinentale ed alla Zona di Libero Scambio del Mediterraneo, con scelta e valorizzazione dei porti gate e hub, che a seguito dell’apertura del Canale si Suez sono diventati strategici (vedi Gioia Tauro); sostegno al nostro armamento; utilizzo della Ferrovia e degli interporti lungo i corridoi TENt, potenziamento delle autostrade del mare. Servono interventi per risolvere il problema del transito alpino con sistemi più economici, nonché per aiutare l’autotrasporto ad uscire dalla droga dei sussidi, circa 750 milioni € annui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un progetto di sviluppo della logistica e dei mezzi di trasporto è improcrastinabile, data la attuale arretratezza, e potrebbe dare una forte spinta allo sviluppo sostenibile e ridurre l’inquinamento. La mancata ottimizzazione logistica implica infatti anche una maggiore aggressione all’ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’atteggiamento del Governo rispetto alla politica di concertazione, è noto a tutti. Noi riteniamo che non sia utile avere dei comportamenti differenziati a seconda che si consideri il Governo più o meno attento alle convenienze di ciascuna parte sociale. L’unità sindacale, strumento di promozione e di difesa dei diritti – doveri dei lavoratori, va considerato un bene indisponibile, che nel mentre i lavoratori vivono l’angoscia dell’insicurezza e della precarietà del lavoro, deve porsi l’obiettivo di costruire un nuovo patto tra produttori e lavoratori, tramite la politica di concertazione, per  affrontare i nodi della congiuntura economica, la crisi del sistema produttivo, il rischio della recessione, se non quello della depressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Servono regole e istituzioni che abbiano il coraggio di ridefinire il commercio mondiale, mediante un nuovo rapporto tra le monete per fornire un sufficiente grado di stabilità. Va ricostruito un nuovo equilibrio tra il capitale e il lavoro, tra il mercato e lo stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aver globalizzato l’economia e non la politica ha creato lo slogan della “ricchezza senza nazione e nazioni senza ricchezza”. La politica deve tornare a governare l’economia, perché l’agire politico e quello economico e finanziario siano informati all’etica per il sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta certamente di alimentare il debito pubblico, ma di abbracciare un nuovo modello che faccia del sapere e della cultura gli assi strategici per invertire la tendenza, creando una nuova idea di sviluppo, in cui conti l’autodeterminazione, la formazione, la capacità dell’utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici e dei nuovi linguaggi, di sfruttare i risultanti della ricerca adeguatamente per competere in Europa e nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il premio Nobel Levi Montalcini sostiene che “il grande merito della scienza non è quello di averci liberato dalle malattie, ma quello di averci liberato dalla superstizione e dall’ignoranza.” E io ritengo, mazzinianamente, che l’ignoranza è la più grande delle povertà e che la povertà è la madre di tutte le violenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul terreno della scuola, dell’università e della ricerca, e quindi del sapere, noi Repubblicani europei giudichiamo negativamente l’azione del Governo, dentro la quale certamente c’è qualche spunto positivo, che però non è sufficiente. La cosiddetta Riforma Gelmini, che riforma non è, ma è una serie di piccoli mediocri spot, che hanno assecondato le grida della pancia degli italiani, più che le esigenze della ragione, non ha affrontato, con il coraggio che doveva, se non altro in omaggio alla forza numerica della maggioranza, il tema della riforma ordinamentale della scuola, dei contenuti del sapere, per i quali è necessaria una rivisitazione scientifica, della qualità dell’insegnamento e della formazione dei docenti, della necessità di università di eccellenza, fondate sul sapere, frutto di una ricerca libera, autonoma e responsabile, utile al paese e al rilancio della nostra economia, non alla proliferazione delle cattedre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ mancato il coraggio necessario, o la competenza, per un intervento quadro, snello, efficace, condiviso, per avviare nel nostro paese una vera politica di riordino del sistema universitario, di concerto con le esigenze della comunità scientifica e delle parti sociali, che avesse un respiro pluriennale e strategico. Noi riteniamo indispensabile concretizzare nel nostro paese un’anagrafe della ricerca e avviare un piano quinquennale per la ricerca, l’università e la scuola, con adeguati finanziamenti, secondo le indicazioni del Vertice di Lisbona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La funzione della scuola, a cui la Repubblica affida le nuove generazioni, che sono il suo bene più prezioso e la speranza per una società che sia sempre più libera, aperta, equa e rispettosa della legalità, è una funzione istituzionale troppo alta per maneggiarla con tanta superficiale disinvoltura e mentalità ragionieristica. L’intelligenza, la conoscenza e il merito, con la capacità di impiegarli in ogni manifestazione del vivere, individuale e associato, sono le risorse fondamentali del nostro Paese, come di ogni altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapere, comunicare il sapere e costruire il sapere, sono sempre state le leve potenti che hanno consentito all’Italia di mantenere alti, a livello mondiale, identità e prestigio culturale, anche nei momenti più bui della nostra storia. Queste qualità ci hanno consentito anche di dare un contributo significativo a tutte le civiltà con cui ci siamo incontrati, scontrati e più o meno profondamente integrati. Solo con il loro potenziamento riusciremo ad affrontare il grande tema dell’immigrazione, senza lasciarci travolgere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul piano economico la nostra competitività è stata possibile solo grazie alle risorse umane, che hanno ampiamente compensato la povertà di materie prime. Ricordiamo a Berlusconi e alla Gelmini che di questa realtà si è fatta interprete la nostra Costituzione, indicando nella libertà dell’arte e della scienza e del loro insegnamento, un valore assoluto. E se ne è fatta interprete, altresì, indicando nel lavoro il nostro fondamento comune e fra i diritti-doveri più impegnativi, la valorizzazione della capacità e del merito, tanto da destinare risorse alla promozione, fino ai più alti gradi degli studi, anche dei non abbienti, purché capaci e meritevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che serve è un sistema di istruzione che, a partire da questi presupposti, sia governato con efficacia nel suo difficile compito di rendere partecipi quanti più cittadini è possibile, per tutto l’arco della vita, dello straordinario patrimonio di  arte, di pensiero scientifico, di geniali intuizioni tecnologiche, di eccellenti abilità operative, che possediamo, ed anche, ovviamente, di ogni genere di espressione dell’esperienza, avvalendosi della lingua italiana per rendere con vivezza ed efficacia qualsiasi contenuto, potenziando anche lo studio di altre lingue e linguaggi, per accrescere la cultura e le capacità comunicative. Ciò vale per le giovani generazioni, ma anche per gli adulti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scuola della Repubblica non deve pretendere, né può, di imporre un unico modello a cui tutti devono uniformarsi, rischiando penose e precoci selezioni. Di qui l’importanza del tempo pieno e del tempo prolungato, delle sperimentazioni, degli interventi di sostegno, dei laboratori, della possibilità di usare e sperimentare nuove metodologie, concependo le diversità come una risorsa. Di qui l’esigenza, largamente disattesa, di disegnare un ordinamento ricco di offerte e di opportunità, onde valorizzare le qualità dei singoli e sapere interpretare in tutta la loro complessità, con una grande capacità di integrazione tra scuola e società, le occasioni di inserimento nella vita attiva, che il mondo reale offre. La scuola, l’università e la ricerca si devono porre nuovi traguardi, rispetto ai quali devono tornare ad essere protagoniste, con creatività, aggiornando le proprie competenze, utilizzando verifiche a questo scopo interne ed esterne. Il sapere e l’istruzione sono la base insostituibile per lo sviluppo del paese in ogni  campo: da quello della crescita civile a quello dello sviluppo delle conoscenze, delle esperienze ragionate e dell’economia, che si alimentano del sapere e del saper fare di ciascuno, prendendosi cura, con uguale attenzione degli svantaggi, delle disabilità, delle eccellenze e del diverso merito, riconoscendo, senza controproducenti egualitarismi, chi è più e meglio in grado di contribuire alle esigenze complessive della società, in uno spirito di solidarietà, ma non di livellamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ordinamenti vigenti e le pseudo riforme da poco introdotte, i contenuti dell’attività amministrativa, centrale e periferica, i diversi livelli e strumenti del governo del sistema di istruzione e formazione, hanno bisogno di una cura radidcale e, nel contempo, della trasparenza delle decisioni,  della puntuale verifica della fattibilità dei cambiamenti avviati, del monitoraggio costante di ciò che avviene nelle scuole, nelle università. negli istituti di ricerca, per produrre un cambiamento davvero efficace, ma soprattutto giusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I repubblicani non possono lasciarsi coinvolgere dal troppo facile complesso di persecuzione.&lt;br /&gt;Si deve prendere atto che il disegno bipolare della democrazia italiana, da sempre sostenuto dai Repubblicani Europei, ci ha emarginato, relegandoci al mortificante diritto di tribuna in Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi l’offerta politica è per soli due partiti. La scelta che ci si offre, nel centrosinistra, è tra entrare nel Partito Democratico o rassegnarsi a saltare non un giro”, ma un intero ciclo. Una scelta talmente violenta che spinge sia noi, Repubblicani Europei, che il PRI, che ha lo stesso problema a destra, ad interrogarci sull’opportunità di uno scioglimento, che ha messo in ginocchio altri partiti più consistenti numericamente del nostro, che induce alcuni repubblicani europei ad aderire individualmente al Partito Democratico, alla ricerca di una collocazione che li vedrà solitari, sciolti in un oceano di malintesi e rinnovamenti disattesi, come è oggi il Partito Democratico. A loro auguriamo buona fortuna: ci facciano sapere cosa avranno trovato al loro approdo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia sarebbe un errore credere che questa condizione di stritolamento e mortificazione sia solo dei repubblicani. Nel centrosinistra altre forze si interrogano sulle prospettive future.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In presenza di un sistema elettorale maggioritario, come quello italiano, pur nell’alleanza con il Partito Democratico, noi Repubblicani Europei abbiamo cercato di mantenere un’identità e un’autonomia, rivendicata anche nel nostro apporto programmatico dato a Veltroni, in occasione dell’ultima campagna elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autonomia e l’identità sono per noi irrinunciabili, perché non ci può essere un’appartenenza acritica ad uno schieramento predeterminato per noi che siamo storicamente il “partito dei contenuti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Repubblicani non hanno mai accettato una visione bipartitica della vita politica italiana. Se lo avessimo fatto saremmo entrati o nella DC o nei DS o nei DL, ma, si può rinunciare all’indipendenza e all’autonomia del partito a causa di un sistema elettorale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bipolarismo non significa bipartitismo, come pluralismo non significa frammentazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due cose, nel dibattito politico italiano sono spesso volutamente e proditoriamente confuse. Il bipolarismo, nel sistema democratico, presuppone che governo e opposizione si organizzino per contrapporsi in due poli, che non devono necessariamente trasformarsi in due partiti, per dare stabilità ai governi e consentire l’alternanza, così come avviene in tutti i paesi europei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi crediamo che l’esistenza di una pluralità di partiti, non la loro frammentazione, caratterizzati da un progetto politico e da una visione ideale della società, offra più serie garanzie non solo di rappresentanza delle idee dei cittadini, ma di più efficace azione di governo, con effettivo pluralismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel nostro paese è in atto una becera genuflessione del governo e dei partiti politici nei confronti delle gerarchie cattoliche, che è sempre più insopportabile, perché mina la laicità dello Stato, con una pericolosa deriva neoconfessionale, che rischia di vedere la stessa Chiesa vittima di un eccesso di interferenza, perché da tempo sconfina dai doveri inerenti alla cura pastorale, al fine di indirizzare politicamente la vita dei credenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Partito Democratico non affronta seriamente il grande dibattito sulle questioni etiche, sul rapporto tra diritto ed etica, sulla libertà della scienza e della ricerca scientifica, nella dimensione problematica delle nuove frontiere. C’è un pensiero clericale, assunto più che per convinzione, per utilità elettorale, che informa le decisioni di un Parlamento che dovrebbe rispondere liberamente solo al popolo sovrano che lo ha eletto, nel pieno rispetto di tutte le religioni, senza commistioni tra politica e religione. Il dialogo con le Chiese va ritrovato, ma su livelli più alti e in un confronto costruttivo, nel rispetto della reciproca autonomia: la Repubblica è fondata sulla laicità dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fronte di questa problematica situazione è necessario costruire un punto di riferimento autonomo, che rappresenti la tradizione e la cultura laica, repubblicana, liberale, riformista, autenticamente democratica senza aggettivi, presente in tutti i grandi paesi europei. Non solo la deriva morale, economica, culturale e istituzionale del paese ce lo impone, ma ce lo impone lo stesso sbarramento al 4%, introdotto per le elezioni europee, pena la riduzione al silenzio, al pensiero unico, al conformismo di una cultura politica ultracentenaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le scelte non sono rinviabili, sia per il bilancio politico fatto, sia per le scadenze che ci attendono. I Repubblicani Europei rifiutano di adeguarsi al bipartitismo e di sciogliersi, in modo subalterno, in un contenitore più grande che non è il Partito Democratico, che da sempre è stato nel nostro DNA e che l’Ulivo intendeva costruire, ma è altra cosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Veltroni esibisce De Gasperi, Rosselli, Ugo La Malfa, ci comunica una sola cosa: “facciamo a meno di voi”, perché ci sottolinea che dentro il Partito Democratico ci sono tutte le tradizioni politiche democratiche della sinistra, anche la nostra, e che egli le rappresenta, non noi, che dobbiamo essere  assimilati  per essere cancellati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Specularmente Berlusconi può dire, e dice lo stesso, ai repubblicani che sono nel centrodestra per il PDL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veltroni afferma che il Partito Democratico ha superato le tradizioni identitarie, che è oltre, ma io mi chiedo se questo è vero, viste le resistenze identitarie dei DS, nelle loro varie componenti, e quelle dei Popolari nella Margherita, che non hanno fatto un passo avanti nella contaminazione effettiva, frutto di dialogo e di condivisione per un progetto unitario, ma si sono attestate solo su un patto elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la violenza della supponenza, è arroganza di chi pensa di bastarsi, ma, per contro, per continuare a recitare questa parte, ha bisogno di una legge elettorale che elimini ogni contendente democratico, senza peraltro essere ancora in grado di offrire al Partito Democratico un’identità certa in Europa, cosa che almeno Berlusconi ha da tempo risolto, con l’ingresso di tutto il PDL nel Partito Popolare Europeo, facendo acquistare alla sua parte una dignità che non aveva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più apprezzabile, perché più chiara, la posizione di Massimo D’Alema, che, avendo affrontato da tempo la questione della socialdemocrazia europea, non intende lasciare questa casa con un’identità certa, per una incerta. L’Europa non consente dispersioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo maggioritario non dà più il diritto di pensare: pensano in due, Berlusconi e Veltroni. Non è possibile. Noi intendiamo rivalutare e sostenere la politica dei contenuti rispetto a quella di schieramento, per servire, come diceva Spadolini, “interessi indisponibili”, non di parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto io penso che lo schieramento dei Repubblicani oggi è con i Repubblicani, fuori dal Partito Democratico e fuori dal Partito delle Libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due sole alternative a questa limitata e imposta scelta dei due grandi contenitori, per noi nel centrosinistra, sono Radicali e IDV, che hanno evidenti differenze programmatiche, mentre nel centrodestra c’è il partito dell’On. Casini o la Lega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi pensiamo, invece, che da subito si debba aprire la riflessione per costruire un rapporto privilegiato con quelle forze che, presenti in Parlamento e negli alti gradi delle istituzioni, possano ancora per apertura politica o per convergenza di antiche tradizioni, costruire una possibilità di percorso comune: un punto di riferimento laico liberaldemocratico, in Italia, non è solo necessario, ma è doveroso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo cercato rapporti di dignità e lealtà con il Partito Democratico, che però, a Roma come in periferia, volutamente, li ha ignorati, tranne qualche rarissima eccezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non può spaventarci oggi tentare un rapporto con altri partiti che, tra l’altro, hanno il non piccolo vantaggio di condividere con noi l’appartenenza all’ELDR, alla cultura laica-riformista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La solitudine ha un grande fascino, ma la responsabilità della nostra storia, ora più che mai, deve essere al primo posto, perché l’Italia e l’Europa hanno ancora bisogno dei Repubblicani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-454048316077660027?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/454048316077660027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=454048316077660027' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/454048316077660027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/454048316077660027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2009/02/relazione-on-luciana-sbarbati.html' title='Relazione on. Luciana Sbarbati segretaria nazionale MRE'/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-8891747649857179515</id><published>2009-02-16T06:07:00.000-08:00</published><updated>2009-02-16T06:10:14.307-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>3° CONGRESSO NAZIONALE MOVIMENTO REPUBBLICANI EUROPEI&lt;br /&gt;Roma 28febbraio/ 1° marzo&lt;br /&gt;Hotel Massimo D'Azelio v. Cavour 18&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-8891747649857179515?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/8891747649857179515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=8891747649857179515' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/8891747649857179515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/8891747649857179515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2009/02/3-congresso-nazionale-movimento.html' title=''/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-1047526641084769398</id><published>2008-11-14T03:32:00.000-08:00</published><updated>2008-11-14T03:36:43.192-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 31.2pt 10pt; line-height: 150%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 31.2pt 10pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;          &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;                                       &lt;/span&gt;Movimento Repubblicani Europei&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 31.2pt 10pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;                                                   &lt;/span&gt;Sez. Ugo La Malfa&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 31.2pt 10pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;                                                   &lt;/span&gt;v. G. Leopardi 9&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 31.2pt 10pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;                                        &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.repubblicanieuropei-montemarciano.it/"&gt;www.repubblicanieuropei-montemarciano.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 31.2pt 10pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;                                         &lt;/span&gt;&lt;a href="http://mremontemarciano.blogspot.com/"&gt;http://mremontemarciano.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 31.2pt 10pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;                                                     &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;                           &lt;/span&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;span style=""&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 31.2pt 10pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;Nella prossima primavera i cittadini di Montemarciano saranno chiamati alle urne non solo per il rinnovo del Parlamento Europeo ma anche per eleggere il Sindaco ed il Consiglio Comunale. I Repubblicani Europei, come correttamente ricordato recentemente sul Corriere Adriatico da Rifondazione Comunista, fanno parte della coalizione che governa il nostro comune ed in stretta alleanza con il Partito Democratico ( è infatti possibile il doppio tesseramento) stanno già dando il loro contributo politico ed organizzativo per riconfermare il governo di centro sinistra che ha ben operato. Come abbiamo già sostenuto all’interno del direttivo cittadino del PD il programma che verrà elaborato e che poi dovrà essere confrontato con gli altri alleati non dovrà essere una sommatoria di cose da realizzare ma si dovrà qualificare soprattutto per gli obbiettivi strategici da conseguire, evidenziati in una forte premessa politica, che disegneranno la Montemarciano che nel breve-medio termine si vorrà realizzare.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 31.2pt 10pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;Il candidato/a sindaco secondo noi Repubblicani Europei non solo dovrà avere capacità ed esperienza politico-amministrativa ma dovrà partecipare attivamente alla stesura del programma che poi dovrà essere collegialmente realizzato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 31.2pt 10pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;La scelta dovrà essere fatta in tempi brevi sia per evitare fuorvianti e strumentali “chiacchiericci”&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sia &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;per impedire che non trovando localmente una sintesi il candidato possa essere “suggerito” dall’esterno e questo per i Repubblicani Europei, significherebbe il ridimensionamento politico di un gruppo dirigente che invece in questi anni ha ben lavorato ed è ben inserito nella realtà montemarcianese.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 31.2pt 10pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;l’M.R.E. in tempi non sospetti proprio per evitare facili strumentalizzazioni ha individuato le primarie come mezzo per la selezione del candidato sindaco del PD perché la partecipazione attiva dei cittadini e la loro responsabilizzazione sono il modo per realizzare quella scelta trasparente che può permettere la rottura di obsoleti collegamenti partitici e quindi realizzare effettivamente quel partito nuovo e veramente aperto, valido strumento di un nuovo modo di concepire e svolgere l’attività politica.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 31.2pt 10pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 31.2pt 10pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;                                                                        &lt;/span&gt;Alessandro D’Alessandro&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 31.2pt 10pt; text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;                                                                     &lt;/span&gt;Resp. MRE Montemarciano &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-1047526641084769398?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/1047526641084769398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=1047526641084769398' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/1047526641084769398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/1047526641084769398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2008/11/movimento-repubblicani-europei-sez.html' title=''/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-55605518184968862</id><published>2008-11-11T06:35:00.000-08:00</published><updated>2008-11-11T06:36:55.496-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Roma, 3 ottobre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cara Amica, Caro Amico,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con la fine del periodo estivo, alla ripresa dell'attività politica nazionale e locale, è necessario rivitalizzare l'impegno politico dei Repubblicani Europei e dare concretamente il segno dell'appartenenza all'MRE e al Partito Democratico, con il quale abbiamo un'alleanza frutto della condivisione di un progetto per il quale abbiamo lavorato lunghi anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'antico sogno dei Repubblicani di raggruppare sotto un'unica bandiera tutti gli uomini democratici e di progresso, favorito oggi in apparenza dall'evoluzione della politica nel bipolarismo grazie alla semplificazione del quadro partitico, ci chiede uno sforzo organizzativo e un impegno per riportare il progetto originario del Partito Democratico tra il popolo, facendogli ritrovare le coordinate di un autentico pluralismo, che solo è in grado di definire un progetto di società riformista e alternativo a quello del PDL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' sotto gli occhi di tutti la difficoltà di strutturazione del Partito Democratico, la cui responsabilità è soprattutto dei due soci contraenti DS e DL, che non si sono ancora liberati dalle logiche dei vecchi partiti di appartenenza e più che pensare ai contenuti e al programma, si logorano in battaglie di potere per cui si formano correnti e gruppi che si contrappongono ad altri per la tutela di interessi politici ed economici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sintesi di culture e l'apporto del libero pensiero sembrano utopie. La fisionomia del Partito Democratico come la sua identità sono molto sfocate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatte le dovute valutazioni, la Direzione Nazionale dell'MRE, dopo un forte dibattito del Consiglio Nazionale del 13 settembre a Roma, dove tutti hanno sostenuto la necessità di mantenere in vita l'MRE, ha deciso di rilanciare con una forte azione politica repubblicana la nostra partecipazione organizzata a un Partito Democratico degno di questo nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel PD, infatti, non dobbiamo entrare come singoli ma come movimento politico organizzato per far contare le nostre idee e incidere laicamente sul progetto del nuovo partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' stato stabilito che dovremo assicurare la partecipazione al processo costituente del Partito Democratico con il tesseramento, nel momento in cui ne saranno definite le regole e le modalità. A tal fine il Movimento ha chiesto una fase di riflessione ed approfondimento sui contenuti programmatici per meglio qualificare la propria partecipazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la fase del tesseramento si è aperta ed è evidente l'urgenza di attivarsi prioritariamente per il tesseramento all'MRE da parte di tutti i segretari regionali, provinciali e comunali e quindi anche a quello del PD entro i termini stabiliti che per l'MRE scadono il 31 dicembre. Per favorire le operazioni, il costo della tessera MRE anziché di 30 euro è di 15 euro così come quella al PD è di 15 euro. I dirigenti politici dovranno comunicare gli elenchi alla segreteria nazionale del Movimento, così come chi si tessererà singolarmente dovrà darne comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per rilanciare la nostra azione repubblicana nella società e nel PD verranno organizzati una serie di incontri tematici, in tutte le regioni italiane, concordandoli con i segretari regionali nei mesi di ottobre e novembre ai quali parteciperò personalmente. Mi auguro di poter contare sul tuo impegno perché le manifestazioni riescano bene, come sempre, ma in particolare mi auguro che ci sia un forte e convinto contributo da parte di tutti i repubblicani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                          Il Segretario Nazionale&lt;br /&gt;                                                                                                          sen. Luciana Sbarbati&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-55605518184968862?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/55605518184968862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=55605518184968862' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/55605518184968862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/55605518184968862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2008/11/roma-3-ottobre-2008-cara-amica-caro.html' title=''/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4739278477591810504.post-8957606753670816381</id><published>2008-11-11T06:29:00.000-08:00</published><updated>2008-11-11T06:35:07.769-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Per una vera opposizione&lt;br /&gt;Il nuovo clima politico e la disponibilità al dialogo tra maggioranza ed opposizione sulle questioni istituzionali che sembravano contrassegnare questa legislatura sono miseramente naufragati e si è tornati alla contrapposizione violenta nei toni e nella forma. Abbiamo, come repubblicani, sostenuto la semplificazione politica perché essa consente una maggiore stabilità di governo e una migliore chiarezza delle posizioni alternative ma essa da sola non è sufficiente, bipolarismo non è bipartitismo, ed i partiti maggioritari accanto alla semplificazione del quadro politico debbono aprirsi al controllo democratico , le leadership non debbono essere scelte dall’alto e i cittadini debbono avere un ruolo primario nella scelta delle persone.&lt;br /&gt;Questo bipolarismo deve perciò correggere la sua rotta se non vuole portarci in una deriva oligarchica, già abbastanza evidente, in cui una cerchia ristretta di potenti decide su tutto, dai deputati alle istituzioni dello stato.&lt;br /&gt;Delle precedenti elezioni oltre l’amarezza della sconfitta patita resta forte nel tessuto sociale democratico la sensazione di punizione dei piccoli partiti che poi non ha portato ai cittadini alcun vero vantaggio. Oggi, vedi vicenda Alitalia, si scopre il decisionismo-putinismo di Berlusconi. Che il PDL ed il suo capo perseguano un disegno conservatore-reazionario alla faccia del liberismo di comodo e di opportunità è una cosa da sempre saputa ed oggi questo progetto viene portato avanti con maggiore forza e determinazione perché Berlusconi ha poco tempo a disposizione conoscendo bene la fragilità della sua coalizione.&lt;br /&gt;Gli spazi di libertà si vanno restringendo, il controllo sociale individuale antidemocratico trova giustificazione nell’emergenza vera o presunta, il governo persegue la sua azione ed il popolo è in maggioranza soddisfatto perché si deresponsabilizza: c’è chi decide per lui, non interessa cosa.&lt;br /&gt;La politica berlusconiana interpreta i bisogni della pancia dei cittadini e utilizza il metodo che da sempre l’irresponsabilità democratica predilige: il paternalismo.&lt;br /&gt;Veltroni ed il Partito Democratico dopo i primi ammiccamenti hanno iniziato a comprendere che il gioco non vale la candela, che la democrazia è in pericolo serio, che l’oligarchia spinge verso scelte collusive che la base democratica non accetterebbe mai. IL PD deve perciò parli di contenuti, definisca rapidamente un modello sociale riformista con un forte dibattito democratico che coinvolga la base degli elettori e non solamente degli iscritti, è necessario che l’opposizione sia forte e rigorosa.&lt;br /&gt;La prossima primavera si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale e del Sindaco ed i Repubblicani Europei si impegneranno affinchè le scelte vengano effettuate con la partecipazione attiva dei cittadini elettori fuori da vecchi schematismi che non sono in reale sintonia con il partito nuovo che si vuole far affermare.&lt;br /&gt;P.S. I fascisti si sono resi, ancora una volta, protagonisti di incidenti negli stadi. Dopo Bulgaria- Italia il ministro La Russa, quello che con rabbia repressa spezzava le matite quando sentiva parlare delle nefandezze della repubblica di Salò ma che ancora tenta di difenderne i protagonisti, ha dichiarato di provare vergogna. I repubblicani hanno sempre saputo e denunciato che i fascisti sono la vergogna dell’Italia.&lt;br /&gt;                                                                  Movimento Repubblicani Europei&lt;br /&gt;                                                                   Sez. Ugo La Malfa&lt;br /&gt;                                                              v. Giacomo Leopardi 9&lt;br /&gt;                                                            &lt;a href="http://www.repubblicanieuropei-montemarciano.it/"&gt;www.repubblicanieuropei-montemarciano.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4739278477591810504-8957606753670816381?l=mremontemarciano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/feeds/8957606753670816381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4739278477591810504&amp;postID=8957606753670816381' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/8957606753670816381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4739278477591810504/posts/default/8957606753670816381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mremontemarciano.blogspot.com/2008/11/per-una-vera-opposizione-il-nuovo-clima.html' title=''/><author><name>alessandro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16062034563721217514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
